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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 10:04

I quattro ‘moschettieri-ristoratori’ che si uniscono e sfidano il Covid: «Non molliamo andiamo avanti insieme»

Invece che chiudere i propri locali uniscono le forze e fino all’Epifania preparano e servono piatti della tradizione umbra nel ristorante che offre maggiori spazi e tavoli in sicurezza

I ristoratori di Città di Castello che hanno unito le forze per sfidare il Covid

di D.N.

L’unione fa la forza anche in cucina. Belle storie di “resilienza” e speranza al tempo del Covid. Quattro ristoratori di Città di Castello, titolari di locali storici del cuore cittadino, invece che piangersi addosso, reclamare giustamente i propri diritti e “ristori” e chiudere i battenti per mancanza clienti a causa delle restrizioni e norme previste dai vari decreti e regolamenti, hanno deciso di costituire per un periodo “prova” fino all’Epifania, un’unica attività ed iniziare a servire succulenti piatti all’ora di pranzo. Il tutto nel ristorante, dei quattro, con maggiori posti a tavola e possibilità di adeguato distanziamento e sicurezza per i clienti.

Mutua assistenza culinaria Una novità assoluta di “mutua assistenza” culinaria destinata a fare scuola e ad essere presa come esempio di determinazione e voglia di andare avanti nonostante tutte le difficoltà. Giacomo Brunetti, Dimitri Boriosi, Sandro Castellani e Sara Bastianioni, hanno deciso di incrociare i “mestoli” in segno di sfida per affrontare una prova importante e rimettersi ai fornelli insieme per queste festività no-stop fino all’Epifania. Il ristorante Accademia-Hostaria di Giacomo Brunelli, in via del Modello, fra la cattedrale, il palazzo comunale, a pochi passi dalla Pinacoteca (che custodisce i gioielli di Raffaello e Signorelli), Palazzo Albizzini (scrigno dei tesori del grande maestro Alberto Burri) è diventato per necessità il locale di tutti anche degli altri tre colleghi (titolari di trattorie e ristoranti nel salotto buono della città tutti nel raggio di 300 metri distanza) che nel frattempo hanno abbassato le saracinesche ed hanno messo su casa e bottega in quel locale del collega che offre spazi più ampi. Due di loro in cucina a preparare piatti della tradizione umbra (cappelletti in brodo, tagliatelle al tartufo bianco, arrosti vari e dolci di tradizione in vista del Natale) con tanto di cappello e divisa d’ordinanza e mascherina nel rispetto delle norme sanitarie anti-Covid19, e gli altri due colleghi di avventura pronti ad improvvisarsi camerieri di sala ed accogliere i clienti che potranno prenotare via mail o telefono un posto a tavola in sicurezza.

Avanti insieme “Non avevamo altra soluzione, chiudere o prolungare l’agonia post-lockdown, attendere invano ristori insufficienti o inesistenti o tentare come abbiamo fatto di unire le forze e dare vita ad un’unica attività fino all’Epifania nel locale più grande per capienza e maggiore possibilità di garantire distanziamento a norma di legge” dichiarano con orgoglio e determinazione, Giacomo, Dimitri, Sandro e Sara affiancato da giovani collaboratori e familiari. “Fra noi non c’è mai stata rivalità anzi, abbiamo sempre collaborato prima di questa emergenza del Covid e subito dopo cercato di restare uniti ed andare avanti con la speranza che prima o poi ne usciremo fuori da questo incubo e torneremo nei nostri locali come tutti gli altri ristoratori della città a servire piatti della tradizione umbra e a promuovere la nostra bellissima città, la sua arte, la sua storia”. “Fino all’Epifania, a pranzo saremo aperti tutti i giorni, Natale, Capodanno, primo dell’anno prossimo compreso e chissà – concludono i quattro ‘moschettieri-ristoratori’ – proseguiremo anche oltre questo periodo un esperienza unica che sta unendo e cimentando sempre di più amicizia e amore per il nostro lavoro”.

Tartufo come riscossa Un’iniziativa unica che potrebbe far scuola a livello nazionale definita dal sindaco, Luciano Bacchetta e dall’assessore al Commercio e Turismo, Riccardo Carletti, “uno straordinario esempio di volontà, determinazione e resilienza e amore per la città e le sue tradizioni” messa in atto da persone che si sono rimboccate le maniche ed hanno deciso di unire le forze. “Da Città di Castello un bel segnale, una bella storia, che in futuro potrebbe ripetersi anche per promuovere tutti assieme in unico grande ristorante della città le prelibatezze gastromomiche locali”, hanno concluso il sindaco e l’assessore. “Noi siamo qui – hanno rilanciato i quattro ristoratori – pronti a servire ed accogliere i clienti. Non molliamo”. A tenere a battesimo il varo di questa inedita alleanza ai fornelli, un esperto di prelibatezze agro-alimentari, Saverio Bianconi, imprenditore della lavorazione e commercializzazione di tartufi con la sua maxi-affettatrice (la più grande del mondo) scovata per caso in un mercatino dell’antiquariato ed ora pezzo pregiato del suo personale museo delle tradizioni: “Avanti ragazzi siamo tutti con voi e il tartufo sarà la vostra riscossa”.

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