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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 11:19

Camerini alla Notari, il soprintendente: «Ne parleremo col Comune». Guide turistiche all’attacco

Lacava: «A oggi non abbiamo richieste specifiche». La referente umbra di Gti Silvia Chiocci: «Bisognava valutare altri spazi».  Critiche anche da M5S e Vanni Capoccia

La Sala gremita nel corso di un evento (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Se i piani, complici le proteste, non cambieranno in corsa sarà anche la Soprintendenza a occuparsi dell’utilizzo della Sala dei Notari come camerini per ospitare «L’anno che verrà», la trasmissione del Capodanno Rai che sarà trasmessa da Perugia. Stando a quanto riferito a Umbria24 dal soprintendete Giuseppe Lacava, «a oggi non abbiamo ricevuto alcuna richiesta specifica ma credo che nei prossimi giorni ne parleremo con il Comune». Al momento quindi in piazzetta della Sinagoga, sede della Soprintedenza, non è stato depositato alcun progetto relativo all’allestimento dei camerini in quella che è la più importante sala della città. «Cosa penso in generale della cosa? Non saprei che risposta darle. Noi – continua Lacava – ci esprimiamo sulla base di progetti e richieste; per ora ho letto i giornali e visto i servizi in tv, ma non so effettivamente cosa verrà fatto, quindi non ho elementi per esprimermi». Nel frattempo sono diverse le prese di posizione sulla vicenda.

L’INTERROGAZIONE: «COSTI ESORBITANTI E NOTARI UMILIATA»

Le guide turistiche Mercoledì Silvia Chiocci, referente per l’Umbria dell’associazione Guide turistiche italiane, in una nota ha sottolineato che «renderla camerino, anzi camerini, destinando risorse per quasi 400 mila euro, significa svalutarla e creare precedenti. È tempo che ci si chieda che valore si vuole attribuire all’arte». Le guide, ovviamente penalizzate dalla prolungata chiusura della prestigiosa sala (salvo ripensamenti dal 10 dicembre ai primi giorni di gennaio), sottolineano di comprendere le esigenze dello spettacolo, «a patto che non penalizzino l’arte». «Parliamo di una sala prestigiosa – dice Chiocci – con affreschi trecenteschi, simbolo della storia cittadina, che accoglie iniziative prestigiose, tra tutte il festival del giornalismo e il tradizionale concerto dell’Epifania del 6 gennaio, che a questo punto dovrà avere altra collocazione, ancora non comunicata. Chiuderla nel mese di dicembre significa depauperare l’offerta turistica di Perugia». Le guide non mettono in dubbio che il Capodanno Rai contribuirà a far conoscere Perugia, ma sottolineano che per l’allestimento dei camerini dovevano essere valutati altri spazi più inclini all’uso, anche tramite un confronto con le associazioni che rappresentano il mondo del turismo e della cultura».

CAPODANNO RAI, CAMERINI ALLA NOTARI

Sala simbolo«Parliamo di una sala prestigiosa – dice Chiocci – con affreschi trecenteschi, simbolo della storia cittadina, che accoglie iniziative prestigiose, tra tutte il festival del giornalismo e il tradizionale concerto dell’Epifania del 6 gennaio, che a questo punto dovrà avere altra collocazione, ancora non comunicata. Chiuderla nel mese di dicembre significa depauperare l’offerta turistica di Perugia». Le guide non mettono in dubbio che il Capodanno Rai contribuirà a far conoscere Perugia, ma sottolineano che per l’allestimento dei camerini dovevano essere valutati altri spazi più inclini all’uso, anche tramite un confronto con le associazioni che rappresentano il mondo del turismo e della cultura».

Capoccia A intervenire sul tema è anche Vanni Capoccia, che parla di vera e propria «vergogna». «La Sala dei Notari – dice – è stata guardata da sindaco, assessore alla Cultura, maggioranza con sguardo deformato centrato sullo spettacolo di Capodanno senza nemmeno pensare che a poche decine di metri c’è il Teatro comunale Morlacchi con camerini e tanti ambienti da poter utilizzare. Favoriti in questo dal silenzio della città. Di solito si dice che il silenzio è assordante o complice o parlante o indifferente. In questo caso è stato solo silenzio e saliva dalle soprintendenze, dalle aule universitarie, dalle associazioni cittadine e di quartiere, dalla politica, dalle redazioni. Si è anche sentita molto forte l’assenza della società civile e di un’opinione pubblica».

Il M5S Contrario all’ipotesi anche il Movimento 5 stelle: «Si tratta di una decisione da rivedere – dice la consigliera comunale Francesca Tizi – perché la sala storica e rappresentativa di Perugia non può essere sminuita in questo modo». «La Notari – continua – da sempre è stata una sala rappresentativa della nostra città, una sala pubblica, importante cornice di matrimoni, eventi e convegni. La nobile Sala dei Notari ha visto momenti importanti di partecipazione popolare; è stata nella sua storia cornice di decisioni fondamentali per la comunità perugina». Critiche dal M5S arrivano anche a proposito della cifra investita, «di gran lunga al di sopra – dice Tizi – di quanto lo è stata per altri importanti eventi».

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