mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:08

Gubbio dice addio al vescovo emerito Pietro Bottaccioli. «Fortificò negli eugubini il culto di Sant’Ubaldo»

Il monsignore è morto domenica mattina intorno alle 7, aveva 88 anni. Martedì i funerali

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Pietro Bottaccioli

Oltre tre lustri di episcopato, sulla cattedra che fu di Ubaldo Baldassini. Nato a Umbertide il 15 febbraio 1928, è morto domenica mattina, intorno alle ore 7, il vescovo emerito di Gubbio, monsignor Pietro Bottaccioli che tra pochi giorni avrebbe compiuto 89 anni. «Negli ultimi giorni, trascorsi presso il seminario diocesano di via Perugina, è stato circondato – spiega la Diocesi di Gubbio in una nota – dall’affetto e dal calore dei propri cari, del vescovo, monsignor Mario Ceccobelli, di sacerdoti, religiosi e fedeli. Venerdì scorso, nella Chiesa di San Giovanni, in tanti lo avevano accompagnato con la preghiera in questo suo ultimo viaggio verso la Luce». Nella mattinata di domenica è stata allestita la camera ardente, proprio nella chiesa di San Giovanni, mentre i funerali si terranno martedì alle 14.30, quando è prevista la partenza della processione che da San Giovanni condurrà il feretro nella chiesa di San Domenico, che ospiterà la celebrazione delle esequie. E martedì è il giorno il cui la liturgia ricorda San Francesco di Sales, patrono e protettore degli operatori delle comunicazioni sociali: «Un segno – dice la Diocesi – che si lega profondamente alla vita di monsignor Bottaccioli, pubblicista e decano dei giornalisti cattolici umbri» che nel 2010 pubblicò un libro, frutto di una lunga ricerca, sulla Diocesi di Gubbio.

La vita Ricevuto il presbiterato nell’ottobre del 1950, Bottaccio inizia a insegnare religione in una scuola media (cosa che farà anche a Gubbio per tutti gli anni Settanta) e dal ’52 diventa direttore spirituale nella seminario di Gubbio. Negli anni tra il 1962 e il 1964 accompagna il cescovo a Roma per il Concilio ecumenico Vaticano II e sempre nel ’64 il vescovo Ubaldi lo nomina parroco di San Martino a Gubbio. Nel 1972 arriva la laurea in diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense e l’ufficio di difensore del vincolo al Tribunale ecclesiastico regionale. Dal 1975 invece Bottaccio torna nella sua Umbertide, come parroco della nuova parrocchia di Cristo Risorto e come insegnante di religione al liceo scientifico «Leonardo da Vinci». Nel 1983 poi passa a dirigere il seminario di Assisi e tre anni dopo inizia a insegnare diritto canonico all’Istituto teologico di Assisi e all’Istituto superiore di Scienze religiose di Assisi. La nomina a vescovo, fatta da Giovanni Paolo II, arriva nel 1989.

Il culto di Ubaldo «Tra i suoi impegni episcopali – spiega la Diocesi -, fin dal giorno della sua consacrazione, c’è la volontà di approfondire il culto degli eugubini per il loro patrono Sant’Ubaldo». Durante il suo mandato in particolare vengono celebrati solennemente i due centenari ubaldiani: nel 1992 quello della canonizzazione, avvenuta 800 anni prima con una bolla pontificia di Papa Celestino III, e nel 1994 quello della traslazione avvenuta nel 1194. La Diocesi di Gubbio ricorda inoltre l’impegno di Bottaccioli a favore dei giovani, ai quali affida l’oratorio «Don Bosco», e degli ultimi, con il supporto alle attività della Caritas e di solidarietà a favore dei Balcani e dell’Africa. Negli anni ’90, con il calo dei sacerdoti in attività, è lo stesso Bottaccio a dare una mano ai suoi parroci nella benedizione pasquale delle famiglie. Fu lui, in quegli anni, a proporre l’istituzione di una commissione paritetica fra mondo laico e religioso che, in vista del Giubileo, «rappresenti le diverse esigenze della comunità civile ed ecclesiale umbra, nel rispetto delle reciproche competenze, per un raccordo forte ed efficace». È l’inizio di un percorso che vedrà Bottaccioli, in rappresentanza della Conferenza episcopale umbra, tra i protagonisti delle decisioni prese in Umbria in merito all’anno giubilare del 2000.

Gli anni Duemila Decisamente ferme e dure, negli ultimi tempi del suo episcopato (le dimissioni arriveranno nel 2003), le posizioni del Vescovo di fronte alle questioni sociali. Nel febbraio 2002, Bottaccioli considera un «grave attentato ideologico alla famiglia fondata sul matrimonio» la proposta di istituire un «registro delle convivenze». Di coppie di fatto e di procreazione assistita, Bottaccioli torna a parlare anche nell’agosto 2004, in riferimento anche allo Statuto regionale dell’Umbria. «L’embrione è vita e non un grumo di cellule – afferma il Vescovo parlando di fecondazione artificiale – e quindi scienza e ricerca non possono accendere la vita di un essere umano, lasciare che l’embrione si sviluppi fino all’annidamento, per poi prendersi le staminali e gettarlo via. È un attentato alla vita umana e alla dignità dell’uomo». Bottaccioli nel corso del suo episcopato ha parlato molto anche di Ceri, lanciando un appello per ricordare il carattere religioso della festa. «Il pericolo incombente – disse nel 2003 – è la diffusa indifferenza religiosa. Non permettiamo che anche la festa di Sant’Ubaldo sia travolta nel suo autentico significato da questo clima superficiale, che la bella Festa dei ceri in suo onore non perda il suo profondo carattere di vigilia, cioè di veglia, di attesa di incontrarlo ancora una volta, di accoglierne gli insegnamenti e l’esempio di fede e fraternità».

Il ricordo dei vescovi Il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale umbra, Gualtiero Bassetti, insieme agli altri vescovi delle altre diocesi dell’Umbria, esprime «profonda commozione e sincera ammirazione per questo stimato uomo della Chiesa, che visse con fedeltà il suo lungo e fecondo sacerdozio ed episcopato in terra eugubina». In modo particolare – riferisce un comunicato – i presuli ricordano il generoso servizio alla Chiesa umbra, prima come Rettore del Seminario Regionale Pio XI di Assisi dal 1983 al 1989 e, poi, da vescovo di Gubbio, quale segretario della Conferenza Episcopale regionale. «Nel suo ministero episcopale a Gubbio – spiegano – ha testimoniato saggezza pastorale, confluita tra l’altro nel Sinodo diocesano celebrato nel 1996, e generosa attenzione alle necessità dei fedeli, andando incontro a tutti con bontà, mansuetudine, apertura e disponibilità».

Il messaggio della governatrice «La morte di monsignor Bottaccioli ci addolora nel profondo – ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini -. La comunità regionale, religiosa e laica, perde un vescovo sempre attento agli ultimi, un vescovo di ‘popolo’ che ci ha illuminato con il suo agire e le sue parole, con la sua levatura intellettuale e la sua umanità». La presidente Marini ricorda «il legame di monsignor Bottaccioli con la gente, particolarmente forte con quella della Diocesi che ha retto per quindici anni, la sua attenzione verso le questioni sociali, la sua vicinanza e il sostegno ai lavoratori in difficoltà. Un’attenzione per le esigenze della comunità ecclesiastica mai disgiunte da quelle della società civile, come propose in occasione del Giubileo del 2000 e ancora prima, coinvolgendo in varie attività da lui promosse un gran numero di esponenti della società civile. Un’attenzione – prosegue la nota – rivolta anche alle istituzioni e a quanti si impegnano in politica esortando ‘a non porre interessi di parte al di sopra del bene comune’. Allo stesso tempo un uomo di grande cultura, che si è impegnato nell’approfondire la storia e le tradizioni, per una migliore conoscenza del nostro patrimonio culturale e religioso, a cominciare dal patrono di Gubbio Sant’Ubaldo, tanto che ci lascia anche una preziosa pubblicazione sulla storia della Diocesi di Gubbio. Monsignor Bottaccioli – conclude la presidente Marini – mancherà a tutti noi ma ci resteranno sempre vivi nel ricordo il suo sorriso e la sua generosità, i suoi insegnamenti».

Il cordoglio Il sindaco di Umbertide Marco Locchi, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità umbertidese, esprime il «profondo cordoglio» di una città dove «tutti lo ricordano con profondo affetto». «La sua morte – dice invece il deputato pd Giampiero Giulietti – lascia un vuoto nella nostra comunità.Don Pietrino (chi gli ha voluto bene lo chiamava così) è stato sempre, sin da piccolo, un sacerdote. Un uomo curioso di tutto ciò che lo circondava, aperto alle innovazioni (con lui parte la straordinaria esperienza di Radio Comunità Cristiana) e uomo di straordinaria cultura». Anche il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati si unisce al cordoglio: «È una perdita grave – dice – quella che ha colpito oggi l’intera comunità eugubina religiosa e laica insieme. È un altro pezzo importante di storia che se ne va ma ci lascia il ricordo presente  del suo apostolato,  della sua umanità, del suo profondo legame con la città, della generosità e della simpatia che lo contraddistinguevano unitamente a una caratura intellettuale che tante prove ha dato nel corso degli anni, da ultimo con la pubblicazione sulla storia della Diocesi, scritta con la capacità espressiva che gli derivava anche dall’essere anche  decano dei giornalisti cattolici umbri: una documentazione accurata e appassionata, a vantaggio nostro e dei posteri».

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