domenica 9 dicembre - Aggiornato alle 20:22

Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria, sindaci propongono la fusione dei Comuni: «Vantaggiosa»

Gualdo e Giano

di Chiara Fabrizi

A Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria si ragiona sulla fusione dei due Comuni. Già, perché anche se il percorso è ancora tutto da compiere, giovedì i due consigli comunali si riuniranno in seduta congiunta per discutere e votare l’ordine del giorno elaborato e proposto dai due sindaci, Andrea Pensi e Marcello Bioli.

Fusione Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria Ai rappresentanti eletti si chiederà il mandato per avviare le verifiche del caso sotto ogni profilo, da quello economico-finanziario fino a quello di assetto organizzativo, anche se i due municipi gestiscono in tandem già alcuni servizi, tra questi figurano il servizio di 118, l’isola ecologica e alcuni interventi assistenziali in favore dei disabili. In questo senso, l’operazione viene giudicata da Pensi e Bioli «agevolata» da una collaborazione già avviata. Ma è chiaro che la parte più interessante della fusione tra i due Comuni è legata agli incentivi previsti dalla legge di stabilità del 2015 «al fine di promuovere la razionalizzazione e il contenimento della spesa degli enti locali».

Incentivi Nel dettaglio agli amministratori locali che riescono a mettere all’angolo i campanili elaborando un progetto funzionale è concesso per dieci anni un contributo straordinario pari al 20% dei trasferimenti erariali complessivi versati nel 2010, nel caso di Giano dell’Umbria (3.819 abitanti) e Gualdo Cattaneo (oltre 6.262) a spanne si tratterebbe di circa 300 mila euro. Ma a far gola è anche la misura lo sblocco dei vincoli e delle limitazioni in vigore su assunzioni e rapporti di lavoro a tempo determinato, purché dopo la fusione il rapporto tra spesa di personale e spesa corrente sia inferiore al 30%. Infine, al Comune unico sarebbero pure concessi sforamenti al patto di stabilità.

Bioli: «Risparmi e servizi più efficienti» Analisi vere e proprie per ora non ce ne sono e la proposta in aula rappresenta proprio il via libera agli approfondimenti, anche se sull’operazione proposta i due sindaci sembrano aver intenzione di procedere con cautela: «Portiamo in discussione una proposta allo stato embrionale – dice a Umbria24 Bioli, primo cittadino di Giano – invitiamo quindi i gruppi consiliari a riflettere sull’operazione che per noi rappresenta un’opportunità non solo perché – articola – ci sono risorse a disposizione e altre se ne libererebbero con la razionalizzazione, ma anche perché a guadagnarne sarebbe l’efficientamento dei servizi che i due enti erogano ai cittadini, che saranno coinvolti».

Pensi: «Partecipazione» La partecipazione, del resto, è un passaggio fondamentale della procedura di fusione che deve essere approvata attraverso un referendum dai residenti nei due enti coinvolti e solo dopo il via libera popolare arriverà la delibera della Regione Umbria. In questo senso, con lo spettro dell‘unico precedente umbro bocciato nel segreto dell’urna e all’ombra dei campanili, anche Pensi vuole procedere con cautela: «Il progetto è serio e una volta che saranno compiuti i primi passi – spiega a Umbria24 – procederemo anche alla definizione di tempi certi, ma prima dobbiamo partecipare con le comunità e le forze economiche del territorio la proposta, noi siamo convinti si tratti di un’occasione anche di rilancio del territorio che beneficerebbe di maggiori margini di manovra che si aprirebbero per l’ente, penso alla pressione fiscale ma anche a qualche investimento, ma anche le due comunità devono riconoscerne il valore».

Benedizione a Cinque stelle Il percorso ancora tutto da definire, però, non è passato inosservato in casa M5s dove a intervenire sono stati il parlamentare Filippo Gallinella e il consigliere comunale di Gualdo Cattaneo, Enrico Cerquiglini: «Diciamo sì alla proposta di fusione – si legge in una nota – dal 2009 giudicata positivamente e inserita come tema nel programma del movimento. L’unione tra Comuni e l’esercizio associato delle funzioni comunali – commenta Gallinella – vive una fase di transizione infinita e come afferma la Corte dei Conti nella relazione sulla gestione degli enti territoriali questo metodo di razionalizzazione della spesa risulta poco efficace, in quanto nelle organizzazioni esistenti c’è un alto livello di rigidità che non consente di registrare risparmio modulando le risorse utilizzate. Da qui la preferenza da parte del M5S per la fusione dei Comuni che garantirebbe la sopravvivenza di Enti troppo piccoli per superare singolarmente le difficoltà sia sul fronte amministrativo e sia su quello delle risorse economiche».

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