mercoledì 21 ottobre - Aggiornato alle 21:24

Grigi contro rossi, così lo scoiattolo «yankee» minaccia la sopravvivenza della specie autoctona

Viene considerata «una minaccia per la biodiversità e un'incognita sanitaria» la presenza in Umbria dello scoiattolo grigio, che sta rischiando di decimare lo scoiattolo rosso (autoctono)

Il "temibile" scoiattolo grigio

Viene considerata «una minaccia per la biodiversità e un’incognita sanitaria» la presenza in Umbria dello scoiattolo grigio, che sta rischiando di decimare lo scoiattolo rosso (autoctono): l’Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria-Marche indaga sulle implicazioni sanitarie.

Sciurus carolinensis Lo scoiattolo grigio, Sciurus carolinensis o grey squirrel, originario della porzione est del continente Nordamericano, è considerato una delle 100 specie aliene a più alta diffusabilità dall’Unione internazionale di conservazione della natura (Iucn). In Umbria – spiega l’Istituto zooprofilattico in una nota – la sua presenza desta forte preoccupazione poiché mette in serio pericolo la specie autoctona Sciurus vulgaris, per un meccanismo di «esclusione competitiva», in cui la mancanza di separazione di due nicchie ecologiche determina l’estinzione della specie più debole. In Inghilterra, Irlanda e parte del Piemonte si è già assistito alla sostituzione tra i due sciuridi, e l’Umbria sembra correre un analogo rischio specialmente nell’area periferica della città di Perugia (zona Monte Malbe). La specie aliena fu introdotta in Italia nel 1948, in Piemonte; l’ultima introduzione, ad oggi accertata, nel Paese, si è verificata in Umbria, probabilmente nei primi anni del 2000.

A Perugia La specie è presente nell’area urbana e peri-urbana della città di Perugia, ma le caratteristiche ecologiche del territorio potrebbero consentirle ben presto di espandersi nell’intera regione e interessare successivamente tutto il centro Italia. Alla luce dei rischi di espansione dello scoiattolo alieno, dal 2011 in Umbria, è in atto un “Piano di controllo”, finanziato dalla Regione dell’Umbria, portato avanti sul campo dal dipartimento di Biologia cellulare ed ambientale (Dbca) dell’Università degli studi di Perugia con la collaborazione istituzionale della Provincia di Perugia.

Pericolo estinzione L’estinzione di una specie autoctona determinerebbe un forte impatto negativo sull’ecosistema forestale – si sottolinea nella nota – e la presenza della specie aliena potrebbe rappresentare una potenziale criticità per alcuni importanti settori economici del mondo rurale regionale, quali la tartuficoltura, la frutticoltura e la viticoltura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.