Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 3 agosto - Aggiornato alle 20:11

Prostata, ecco Greenlight: l’ospedale di Terni cura l’ipertrofia col laser verde, primi risultati

Nuovo strumento in clinica urologica per trattamento di patologia molto diffusa, acquisito grazie al contributo della Fondazione Carit

A disposizione della clinica urologica dell’ospedale di Terni guidata dalla professoressa Elisabetta Costantini, Greenlight, il laser verde per la terapia mininvasiva dell’ipertrofia prostatica.

Ipertrofia prostatica «Si tratta di una patologia strettamente legata all’invecchiamento, – spiega la Costantini – che colpisce circa il 50% degli uomini tra i 51 e i 60 anni e fino al 90% sopra gli 80 anni. Si stima che ne soffrano complessivamente 7 milioni di uomini in Italia e più di 110 milioni nel mondo, dati che inquadrano la dimensione della patologia come uno dei grandi problemi dei sistemi sanitari. Rispetto alle tecniche chirurgiche oggi maggiormente impiegate, come l’intervento endoscopico classico, il laser è una tecnica ancora meno invasiva con cui si ottengono gli stessi risultati funzionali per il paziente, ma con una percentuale minore di complicanze, minori tempi di degenza e in generale tempi di recupero decisamente inferiori in quanto, grazie alla coagulazione immediata dei tessuti si ha un minore sanguinamento durante l’intervento».

Greenlight In dotazione del personale sanitario specializzato, dunque,  uno strumento innovativo acquisito con il contributo della Fondazione Carit: d’ora in avanti l’ipertrofia prostatica benigna sarà trattata con il laser verde (Greenlight), un trattamento chirurgico mininvasivo che utilizza la tecnica di vaporizzazione in alternativa anche all’intervento endoscopico classico; questo renderà l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni ancora più competitiva in tutti gli ambiti della specialistica urologica, con riferimento anche al trattamento di quella che è una delle patologie più diffuse nella popolazione maschile, seconda solo all’ipertensione arteriosa.

Laser verde «Questa nuova metodica – continua la prof.ssa Costantini – ci permette di intervenire in sicurezza su particolari categorie di pazienti come i portatori di pacemaker o anche pazienti ad alto rischio, come quelli con malattie cardiovascolari e della coagulazione, che non saranno costretti a sospendere la terapia anticoagulante e/o antiaggregante prima dell’intervento, proprio perché il laser verde determina l’istantanea coagulazione dei vasi evitando il sanguinamento». I primi due pazienti operati dall’equipe della prof.ssa Costantini a fine luglio sono stati dimessi in seconda giornata con grande soddisfazione e ottimi risultati funzionali, e dopo pochi giorni hanno potuto riprendere le più comuni attività quotidiane. La professoressa Costantini e tutta la direzione aziendale ringraziano la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni per il cospicuo contributo elargito per l’acquisizione dello strumento,  e il suo costante impegno nell’ambito della sanità pubblica e nell’opera di potenziamento tecnologico in favore dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, aspetto di fondamentale importanza per una azienda ospedaliera universitaria vocata all’alta specialità.

I commenti sono chiusi.