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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 16:31

Grandi rischi, possibili nuovi terremoti. Cecchini: «Dighe monitorate, nessuna anomalia»

Sindaco di Foligno: «Ci dicano cosa dobbiamo fare». A Spoleto la protesta di genitori e studenti, il liceo trasloca

Fernanda Cecchini (foto Troccoli)

di Chia.Fa.

Creano profondissima preoccupazione anche tra i sindaci umbri le recenti valutazioni espresse dalla Commissione Grande rischi sulla possibilità di nuovi terremoti di forte intensità e il connesso allarme dighe. Tant’è che lunedì mattina a chiedere alla protezione civile regionale di convocare una riunione urgente è stato il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, che è anche presidente della Provincia di Perugia: «Ora ci devono dire cosa dobbiamo fare perché – ha detto – è troppo semplice gettarci nella paura per poi scaricare le responsabilità sulle nostre spalle». A Spoleto, invece, il sindaco Fabrizio Cardarelli lunedì mattina ha fronteggiato la protesta di genitori e studenti del liceo scientifico che sono tornati a manifestare apprensione per la vulnerabilità della scuola alla luce della nota della Commissione grandi rischi: «In via precauzionale e in attesa della fine dei lavori all’Ipsia – ha detto Cardarelli che è anche prof al liceo scientifico – gli studenti verranno trasferiti all’Itis con lezioni pomeridiane. Mi auguro che la relazione della Commissione non diventi l’ennesimo scaricabarile sui sindaci».

Cecchini: «Dighe umbre monitorate, ma no anomalie» Intanto nel tardo pomeriggio di lunedì, l’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini, dopo il summit convocato da Delrio per l’allarme Grandi dighe a Umbria24 ha spiegato: «Anche gli invasi della nostra regione non hanno fatto segnalare alcuna anomalia, né quindi ci sono particolari preoccupazioni, fermo restando che sono costantemente monitorati. In particolare Montedoglio non è nella zona del sisma né toccata dalle precipitazioni nevose; Valfabbrica è vuota perché sono in corso degli interventi; Corbara è stata abbassata ma non è comunque coinvolta; dopodiché ci sono gli invasi minori come quello di San Liberato e Arezzo (Spoleto) che sono comunque monitorati ma non sono emerse criticità».

Mismetti:  «Ci dicano cosa fare» A parlare per primo lunedì mattina il sindaco di Foligno, che tra i territori comunali ha anche la delicata zona di Colfiorito: «Se hanno dei dati tali in cui emerge un rischio reale, imminente di nuovi terremoti devono dircelo chiaramente e ci adopereremo per tutte le misure del caso, questo modo di gestire la questione è assurdo, devono fornire risposte chiare e certe». In attesa di indicazioni ma anche dell’incontro richiesto in protezione civile, che potrebbe tenersi martedì mattina, Mismetti intende procedere con «delle verifiche periodiche in tutti gli edifici scolastici, anche una ogni dieci giorni, a prescindere dal verificarsi di nuovi terremoti. Chiederemo anche – aggiunge – di intensificare i piani antisismici procedendo con simulazioni a cadenza periodica. Più di questo noi, al momento, non possiamo fare».

Spoleto, protesta e trasloco liceo  Intanto lunedì mattina a Spoleto di fronte al liceo scientifico alcuni genitori e alunni hanno inscenato una protesta contro il rientro nella sede storica di vicolo San Matteo. Intorno all’edificio dopo i terremoti del 26 ottobre e ad alcune lesioni poi ripristinate si sono concentrate le preoccupazioni di molti genitori, che di fronte all’alta vulnerabilità sismica del palazzo ai piedi del centro storico hanno da tempo chiesto il trasferimento delle attività in altra sede didattica. Il liceo è naturalmente agibile così come accertato anche dopo i quattro terremoti del 18 gennaio dai tecnici della Provincia di Perugia, tuttavia di fronte alle forti preoccupazioni di alcuni genitori e studenti le lezioni dovrebbero venire spostate a stretto giro all’Itis di via Visso, in attesa del trasferimento all’Ipsia.

Sindaco di Spoleto: «No scaricabarile» «Alla luce della relazione della commissioni grandi rischi – spiega il sindaco Fabrizio Cardarelli – abbiamo deciso in via precauzionale di trasferire gli studenti all’Itis con lezioni che si svolgeranno in orario pomeridiano per una decina di giorni, dopodiché saranno conclusi gli interventi all’Ipsia e i liceali si sposteranno lì con lezioni al mattino». Sulla relazione il primo cittadino di Spoleto commenta: «Spero che la logica di questa relazione non sia quella del ‘ve l’avevamo detto’ con annesso scaricabarile sui sindaci che stanno facendo il possibile e l’impossibile per gestire questa fase e garantire la sicurezza di tutti».

Sindaco di Gualdo: «No logica del cerino» Sulla nota diffusa dalla Commissione Grandi rischi è intervenuto anche il primo cittadino di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti: «I sindaci sono in campo 24 ore al giorno con un carico di lavoro e di responsabilità fuori dal comune e troppo spesso sono lasciati soli di fronte ai problemi e alle emergenze. L’ultima relazione della commissione grandi rischi rappresenta con tutta evidenza l’emblema di questa situazione. Risulta evidente come ormai la misura sia colma, con risorse economiche scarse e risorse umane limitate, senza capacità di spesa non credo si possano richiedere miracoli a persone di buona volontà, troppo spesso lasciate sole di fronte ad annosi e difficili questioni che si trascinano da decenni. Occorre un segnale forte e di netta inversione di tendenza. I Comuni rappresentano l’ossatura del paese ed il presidio di democrazia e di legalità più vicino ai cittadini, meritano dunque il massimo rispetto: i sindaci non possono e non devono diventare il capro espiatorio per coprire le evidenti mancanze di altri, basta con lo scaricabarile ed alla logica del cerino».

La Commissione Grande rischi «Ad oggi non ci sono evidenze che sia in esaurimento» la sequenza sismica iniziata con il terremoto dello scorso 24 agosto nell’Appennino Centrale e proseguita poi con altre scosse il 26 ed il 30 ottobre e, da ultimo, il 18 gennaio. Lo indica la Commissione Grandi rischi, mettendo in guardia da possibili nuovi eventi ancora più intensi nelle zone vicine, fino ad una magnitudo 6-7. La Commissione identifica tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicità in corso, che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M 6-7). Questi segmenti – localizzati sul proseguimento verso Nord e verso Sud della faglia del Monte Vettore-Gorzano e sulle aree già colpite dagli eventi di L’Aquila 2009 e Colfiorito 1997 – rappresentano «aree sorgente di possibili futuri terremoti». Gli esperti segnalano inoltre che i recenti eventi ripropongono il problema della sicurezza delle infrastrutture critiche quali le grandi dighe.

@chilodice

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