Currently set to Index
Currently set to Follow
mercoledì 7 dicembre - Aggiornato alle 18:40

Giornata del migrante, vescovo di Perugia: «La giustizia domanda ogni sforzo per includerli»

Monsignor Maffei ha ascoltato le testimonianze dei rifugiati: «Ci ricordano le non poche responsabilità come singoli e istituzioni»

«La giustizia domanda ogni sforzo per includerli». Questo il messaggio che il neo arcivescovo di Perugia, Ivan Maffeis, ha lanciato nella chiesa parrocchiale di San Donato all’Elce in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, affermando che «il senso ultimo del nostro viaggio in questo mondo è la ricerca della vera patria».

Vescovo Maffeis celebra Giornata del migrante Il presule, davanti a un centinaio di cittadini provenienti da diversi paesi del mondo, prevalentemente nazioni africane, ha evidenziato che occorre «valorizzare quanto ciascuno di loro può portare alla crescita sociale, economica ed ecclesiale della nostra società. Riflettiamo, pensiamo, confrontiamoci», avvertendo però che «non dobbiamo fermarci alle parole», perché, citando le parole di Papa Francesco ad Assisi, «nei momenti cruciali della storia, chi ha saputo lasciare una buona impronta lo ha fatto perché ha tradotto gli ideali, i desideri, i valori in opere concrete». A parlare, però, nella salone parrocchiale di San Donato all’Elce, sono stati anche i migranti: dal giovane egiziano cristiano coopto, accolto dal progetto diocesano per richiedenti protezione internazionale, alla donna ucraina e le sue figlie fuggite dalla guerra, aiutate da connazionali e dalla Caritas, dalla badante che ha perduto il lavoro a seguito della pandemia alla donna del Camerun accolta fin dal suo arrivo da una famiglia perugina.

«La giustizia domanda ogni sforzo per includerli» «Tante testimonianze sofferte, perché – ha detto l’arcivescovo Maffei dopo averle ascoltate – ci hanno ricordato le non poche responsabilità che ricopriamo come singoli e come istituzioni. Preghiamo il Signore affinché dia a ciascuno fiducia, perché non si senta mai abbandonato e abbia sempre il coraggio di alzarsi, di chiedere e di dare il suo contributo». L’incontro che è seguito alla celebrazione eucaristica è stato coordinato da Andrea Morante, giovane operatore del Centro internazionale di accoglienza “Don Elio Bromuri”, e introdotto da Liana Paci, direttrice dell’Ufficio per la pastorale dei migranti, che ha ricordato «il valore umano e cristiano dell’accoglienza-integrazione non soltanto dal punto di vista sociale, ma anche spirituale di quanti lasciano il proprio Paese di origine e arrivano in Italia» e «auspicato un maggiore coinvolgimento delle parrocchie anche attraverso il supporto di un referente dei migranti, volontario e motivato».

I commenti sono chiusi.