mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 06:43

Gesenu, si dimette l’ad Gentile: «Tentativo di evitare commissariamento. Lascio azienda migliore»

Silvio Gentile

di D.B. e F.M.

L’amministratore delegato di Gesenu, terremotata nelle ultime settimane dalle inchieste della magistratura e dall’interdittiva antimafia firmata dal prefetto di Perugia Antonella De Miro, si è dimesso. La decisione è stata comunicata oggi pomeriggio nel corso dell’assemblea dei soci della società e formalizzata dallo stesso Gentile con una lettera al sindaco di Perugia Andrea Romizi, al presidente della società Luca Marconi, a Luigi Donato (quale rappresentante fiduciario della impresa Cecchini), all’avvocato Daniele Vagnozzi (rappresentante fiduciario di Carlo Noto La Diega) e a Marco Granata, presidente del collegio sindacale di Gesenu; un’assemblea che martedì, dopo sette ore di riunione, era stata aggiornata a oggi. In quella sede i soci privati di Gesenu avevano annunciato la nomina di due fiduciari, mentre la parte pubblica avrebbe preferito un blind trust.

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La lettera Nella lettera Gentile, che si dimette anche da amministratore unico di Gest, spiega che le sue dimissioni sono «irrevocabili e con efficacia immediata» e fa riferimento, per quanto riguarda le motivazioni, alle ordinanze interdittive del prefetto De Miro. L’ormai ex amministratore delegato spiega chiaramente che a volere la «sterilizzazione» dell’intero cda sono stati i soci privati e che ciò rappresenta un tentativo di evitare il commissariamento dell’azienda, che sarà il piatto forte della Conferenza dei servizi che si terrà giovedì in prefettura. A quel punto dovrebbe essere Antonella De Miro, insieme al numero uno di Anac Raffaele Cantone, a nominare i commissari che potrebbero arrivare già la prossima settimana.

Un corpo sano Gentile rivela poi che le sue intenzioni erano quelle di dimettersi non oltre l’approvazione del bilancio di esercizio 2015, quindi contestualmente alla fine del suo mandato, anche a causa «tante e complesse le posizioni che sto gestendo in prima persona con implicazioni rilevanti per la stabilità finanziaria di Gesenu, con responsabilità operative importanti e con controparti complesse (banche, fondi di investimento, etc.) che inevitabilmente subiranno un disorientamento dal repentino cambio di governance». Un Gentile che sostiene di lasciare una Gesenu (una società «sostanzialmente sana»), «in condizioni nettamente migliori rispetto alla situazione che ho trovato», grazie al «programma di razionalizzazione industriale e finanziaria». Di seguito pubblichiamo la lettera integrale di Gentile.

Aggiornamenti nel corso della serata 

«Egregi,
in seguito alle ordinanze interdittive antimafia emesse dalla prefettura di Perugia a carico delle società Gesenu spa, e Gest srl, e alle dinamiche societarie che ne sono scaturite, mi vedo costretto con la presente a formalizzare, irrevocabilmente e con efficacia immediata, le mie dimissioni dalla carica di amministratore delegato ricoperta in Gesenu Spa, nonché con separata comunicazione anche dalla carica di amministatore unico di Gest Srl. Chiedo al dottor Marco Granata, quale presidente del collegio sindacale, di procedere quanto prima a tutte le comunicazioni del caso ai vari enti/soggetti coivolti e di mettere la presente comunicazione agli atti dell’odierna assemblea dei soci, dandone lettura ove fosse ritenuto utile per comprendere appieno le motivazioni della mia scelta. Benché lo stesso provvedimento prefettizio relativo a Gest chiarisca come “a carico del predetto non figurano cause ostative ai sensi della vigente legislazione antimafia”, ho preso atto della volontà dei soci privati di Gesenu di “sterilizzare” integralmente i componenti da loro nominati in seno al Consiglio di Amministrazione quale misura straordinaria da attuarsi, inter alia, nel tentativo di evitare il commissariamento dei principali contratti/rami di azienda del Gruppo Gesenu. Proprio perché condivido pienamente la suddetta finalità e l’interesse prioritario su tutto a preservare la totale operatività del Gruppo Gesenu, ho accettato con spirito di servizio di rimettere i suddetti incarichi. Come da me chiarito in sede assembleare, avrei preferito poter procedere all’avvicendamento gestionale in un arco temporale adeguato e comunque non oltre la scadenza naturale del mio mandato (approvazione del bilancio di esercizio 2015) oramai prossima, non solo perché ciò è prassi in tutti i gruppi societari con complessità paragonabili a Gesenu ma soprattutto perché sono tante e complesse le posizioni che sto gestendo in prima persona con implicazioni rilevanti per la stabilità finanziaria di Gesenu, con responsabilità operative importanti e con controparti complesse (banche, fondi di investimento, etc.) che inevitabilmente subiranno un disorientamento dal repentino cambio di governance. A tale proposito, nelle prossime ore invierò una breve agenda delle priorità gestionali, dichiarandomi disponibile a indirizzare correttamente il nuovo Consiglio di amministrazione compatibilmente con i miei ulteriori impegni professionali. Al di là della vicenda dei citati provvedimenti prefettizi, le cui motivazioni nulla hanno a che fare con la recente storia gestionale del Gruppo Gesenu, posso serenamente affermare di lasciare Gesenu in condizioni nettamente migliori rispetto alla situazione che ho trovato, quando, seppure come semplice consigliere di amministrazione (fine 2012), ho iniziato ad attuare un programma di razionalizzazione industriale e finanziaria che poi ha trovato piena espressione nel Piano industriale (primo nella storia di Gesenu) approvato dai soci a dicembre 2014. Tutti gli indicatori economici, finanziari e patrimoniali testimoniano il lavoro fatto con il supporto di un valido management e vale la pena evidenziare come tutto ciò sia stato compiuto preservando integralmente i livelli occupazionali del Gruppo Gescnu. Proprio perché i fondamentali industriali di Gesenu e il suo capitale umano sono sostanzialmente sani sono convinto che anche questo momento di dura prova possa essere superato con la dovuta coesione tra i soci e una forte motivazione di tutti gli organi gestionali, del management e dei professionisti che assistono le società coinvolte dai provvedimenti prefettizi. Da figlio di medico mi è stato insegnato che gli organismi sani non sono quelli che non si ammalano mai ma sono quelli che di fronte a problemi di salute sanno sviluppare i giusti anticorpi e attuare le migliori terapie con sacrificio e determinazione. In tal senso ritengo che Gesenu abbia tutte le chance per farcela nel migliore dei modi. Per aspera ad astra!».

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