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lunedì 25 ottobre - Aggiornato alle 12:35

Fusione di asili e materne in un’unica struttura, si parte in tre città e altre si candidano

Per l’educazione 0-6 anni stanziati 4,8 milioni, ecco la ripartizione per tutti i 92 Comuni

Una bambina in una materna

di D.B.

Una ‘fusione’ di asili nido e scuole materne in un’unica struttura, o in edifici vicini, fruibili da tutti i bambini da zero a sei anni. Martedì a Palazzo Donini Regione, Anci, garante per l’infanzia e Ufficio scolastico regionale hanno presentato il progetto del nuovo Polo per l’infanzia, «un servizio innovativo e sperimentale, una sperimentazione concreta di questa nuova formula educativa – ha sottolineato l’assessore Antonio Bartolini – che sarà avviata, dal primo settembre 2018, in molti comuni della nostra Regione che, su questo versante, è la prima in Italia». Per il momento quelli certi sono Città di Castello, Guardea e Spoleto mentre per gli altri che sono interessati, sono in corso le valutazioni degli uffici su disponibilità di un luogo comune, di insegnati e di sezioni da coinvolgere nel progetto.

LA MAPPA

Il progetto Almeno in queste tre realtà dunque non più due entità distinte – l’asilo da zero a tre anni e la materna da quattro a sei – ma un polo unico «che si caratterizza – ha aggiunto Bartolini – come un laboratorio permanente di ricerca, innovazione, partecipazione e apertura al territorio, anche al fine di favorire la massima flessibilità e diversificazione per il miglior utilizzo delle risorse, condividendo servizi generali, spazi collettivi e risorse professionali, nel quadro di uno stesso percorso educativo, in considerazione dell’età e del rispetto dei tempi e stili di apprendimento di ciascuno». Oltre all’assessore alla conferenza stampa c’erano Rossella Cestini, delegata Anci Umbria per quanto riguarda l’istruzione, Maria Pia Serlupini, garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Umbria e Antonella Iunti, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale.

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Sfida difficile Il Polo nelle settimane scorse è stato al centro del Tavolo interistituzionale, creato dalla giunta per capire come applicare il decreto legislativo 65 del 2017 sull’istruzione integrata da zero a sei anni: «È una sfida difficile – ha detto Serlupini che ne ha fatto parte insieme a Regione, Ufficio scolastico, Anci, dirigenti, professori e associazioni – ma di importanza vitale per le bambine e bambini e consci dell’impegno che da sempre la Regione Umbria ha dimostrato nel sostenere lo sviluppo qualificato delle politiche per la prima infanzia come un “investimento” sul futuro della società regionale, confidano nella possibilità che, già dal prossimo anno scolastico 2018-2019, si possano attivare percorsi sperimentali».

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Le risorse Grazie al Fondo nazionale per il Sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione e ai fondi messi a disposizione direttamente dalla Regione, per l’istruzione da zero a sei anni sono stati stanziati complessivamente 4,8 milioni di euro, ai quali si aggiungono quelli dell’Inail (2,7 milioni di euro) per la costruzione di nuovi edifici a Castello, Guardea e Spoleto. Martedì Bartolini ha chiarito come sono stati ripartiti tra tutti i 92 comuni umbri i 4,8 milioni, tenendo conto della popolazione tra zero e sei anni e in proporzione ai posti disponibili per servizi educativi tra zero e tre anni: il 60 percento va al sostegno delle spese di gestione (dalla costruzione alla riqualificazione degli edifici), il 35 percento per il potenziamento dei servizi offerti, compreso l’abbassamento delle rette, trasporti o mensa; l’ultimo 5 percento è stato invece assegnato ad Anci per la formazione del personale.

I Comuni Per quanto riguarda gli asili, nel 50 percento dei casi per i Comuni useranno le risorse per ampliare o migliorare i servizi offerti, mentre il 36 per cento per ridurre i costi. Per i servizi 0-6 invece, i soldi saranno utilizzati prevalentemente per la riqualificazione funzionale ed estetica degli istituti scolastici (37,2 percento) e per la loro messa in sicurezza (19,8 percento). I Comuni ai quali sono destinati importi superiori a 100mila euro sono Perugia (764.610), Terni (431.370), Foligno (270.534), Città di Castello (153.464), Assisi (142.817), Spoleto (139.252), Bastia Umbra (131.410), Corciano (130.886) e Gubbio (109.627); tutti i restanti Comuni e le relative cifre sono riportate nella nostra mappa, mentre per quelli più grandi sono riportati anche i progetti.

Twitter @DanieleBovi

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