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lunedì 30 gennaio - Aggiornato alle 00:25

I giovani umbri in piazza per il clima: «Regione, no a inceneritore. Bus, servono biglietti calmierati»

La marcia si è tenuta venerdì mattina a Perugia: «I governi devono agire subito per contrastare i cambiamenti. Non c’è più tempo»

Fridays fort future

di L.B. e G.O.

Tornano in piazza gli studenti di Fridays for future, ma lo fanno con un corteo silenzioso. Sono stati un centinaio, prevalentemente delle scuole superiori di Perugia e Terni, con loro c’è anche qualche universitario, i giovani che venerdì mattina si sono radunati in piazza Grimana e da qui hanno iniziato una marcia conclusa, con varie testimonianze, in piazza IV Novembre. Le richieste dei giovani vanno dal piano regionale a quello internazionale, nel segno di un’agenda climatica ben precisa.

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Il corteo Lo sciopero scolastico per il clima e la relativa marcia di sensibilizzazione è stata autorizzata dalla questura di Perugia, come spiegano gli organizzatori a Umbria24, tuttavia la polizia municipale ha di fatto vietato l’uso di sistemi di amplificazione. Da qui il corteo di fatto silenzioso che “parla” solo con qualche coro, difficilmente udibile, essendo appena un centinaio gli studenti scesi in piazza. Il ritorno dei cortei di Fridays for future sono naturalmente accompagnati da manifesti che contengono richieste sia per lo sviluppo sostenibile del Paese che dell’Umbria. A sfilare nel capoluogo accanto ai membri di Fridays anche Extinction rebellion, Legambiente, Usb trasporti e Banca etica. Gli scioperanti umbri però non sono soli: si tratta infatti di un evento globale, che in Italia conta l’adesione di oltre quaranta piazze da nord a sud, gremite di studenti e studentesse che chiedono di mettere al centro le priorità delle nuove generazioni: diritto al futuro, decisionalità, partecipazione, giustizia sociale.

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Le richieste alla Regione Dai cartelloni ai megafoni le richieste dei manifestanti verso la Regione sono ben chiare e si concentrano su trasporti e gestione dei rifiuti. Per quanto riguarda la differenziata, si propone «la revisione del piano rifiuti, che non rispecchia le nostre aspettative, si punta troppo sugli inceneritori senza ascoltare chi si occupa di scrivere un piano rifiuti alternativo», spiega Martina di Fridays Perugia. Inoltre, i giovani chiedono di lavorare sulla mobilità, «noi portiamo il progetto di un biglietto a prezzo calmierato per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici – continua la rappresentante – non è possibile pagare abbonamenti stratosferici, non è economicamente e ‘ambientalmente’ sostenibile». A prendere parola sulla mobilità è anche Gianluca Liviabella di Usb trasporti che, riportando i modelli virtuosi di Spagna e Germania, sottolinea come sia «un diritto di tutti noi che il trasporto torni in mano pubblica, fare utile su tutto quello che tocchiamo è impensabile, non abbiamo niente di pubblico, tra poco anche la sanità non esisterà più».

L’agenda internazionale Tra i temi toccati poi i profitti delle società energetiche, la richiesta al governo dello stato di emergenza climatica, lo sfruttamento dei giovani sul lavoro, le alluvioni e la necessità di scendere in piazza per «agire quando le agende climatiche di qualsiasi partito non riescono ad arrivare agli accordi di Parigi», come ricorda Camilla di Extinction rebellion. È ai governi nazionali che arrivano le richieste più importanti per la gestione dell’emergenza: «La politica e il dibattito politico sul clima viene a mancare, tutto questo silenzio a noi dà fastidio, siamo qui per portare l’agenda climatica, un programma sul clima che tutte le persone che fanno politica dovrebbero adottare», spiega Martina. L’agenda redatta dal movimento internazionale di Fridays presenta cinque punti da approfondire in ogni Paese: acqua, edilizia, povertà energetica, mobilità e lavoro. «È ora di far sì che i governi dichiarino l’emergenza climatica ed ecologica e agiscano in maniera reale per contrastare i cambiamenti climatici», conclude Camilla.

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