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martedì 13 aprile - Aggiornato alle 00:51

Fontana di piazza Tacito, castello a firma Pallozzi: 10 tonnellate di ferro ‘sposato’

Dal taglio delle lamiere fino al matrimonio dei pezzi e alle saldature chirurgiche, ecco il ‘giro dell’acqua’ da 7,2 m di diametro

di Marta Rosati

Circolare come la struttura della fontana dello Zodiaco di piazza Tacito, ma dotato anche di 12 pesanti colonne a sezione rettangolare e vuote all’interno, lunghe sei metri, in tutto, il cosiddetto ‘castello’, la parte centrale del monumento, pesa circa 10 tonnellate e alla sua realizzazione ha provveduto l’azienda Pallozzi montaggi Srl, che sorge nel comune di Narni al confine con Terni.

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Fontana di piazza Tacito Un anno di lavoro per la struttura, tutta in ferro e prossima alla zincatura, dalla quale tornerà a sgorgare l’acqua in uno dei principali simboli della città capoluogo di provincia. Dopo aver contribuito alla realizzazione di Cospea 2, del Tulipano dell’era Marcangeli, delle scale esterne all’ospedale di Terni, nonché a una delle poche strutture ultimate in breve all’interno del parco di Cardeto, la carpenteria metallica del 40enne Mirko Pallozzi mette la firma anche sul castello della fontana di Ridolfi, Fagiolo e Cagli dopo aver realizzato anche il grande gazebo mobile di copertura nell’area del cantiere. Specializzati nelle opere di copertura e tamponamento, soprattutto con pannelli sandwich, i 15 addetti, tra operai e reparto tecnico, della Pallozzi montaggi, hanno cominciato dal taglio al plasma delle lamiere e passando per la calandratura per renderle coniche, hanno ormai pressoché ultimato l’impresa per il monumento, anche se le fasi di intervento, eseguite sotto l’attento controllo del Responsabile unico del procedimento di restauro della fontana, l’ingegnere del Comune di Terni, Federico Nannurelli, nonché dell’assessorato ai Lavori pubblici guidato dall’ingegnere Benedetta Salvati, non sono ancora terminate.

Pallozzi montaggi «Il piano operativo – spiega a Umbria24 Andrea Moret, responsabile di produzione  – ha subito diverse variazioni, le fasi di studio della migliore soluzione possibile sono state impegnative. Al cantiere abbiamo verificato che il vecchio disegno di progettazione riportasse le misure corrette, poi rispetto all’ipotesi iniziale di realizzare il castello in quattro parti e assemblarle in loco si è optato per due sole parti che hanno già superato la prova dell’assiemaggio, o matrimonio che dir si voglia: insomma le due metà combaciano perfettamente. Presto, con trasporto eccezionale queste saranno consegnate ad un’azienda laziale che si occuperà della zincatura di tutte le parti; quindi il castello tornerà a Terni, direttamente in cantiere se non ci saranno problemi di spazi». Sarà allora che l’azienda Pallozzi interverrà nuovamente: la parte più corta delle colonne è destinata alla camera sotterranea della fontana; queste, in sostituzione delle precedenti che erano più sottili, consentiranno l’ingresso delle tubazioni per il passaggio dell’acqua. Alla parte più corta e più in basso della struttura verranno poi via via saldate le parti più lunge delle colonne inserite in appositi fori effettuati in superficie; una seconda saldatura sarà poi necessaria fra l’estremità superiore del corpo centrale delle colonne e il pezzo finale che è già integrato nel castello.

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