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domenica 17 ottobre - Aggiornato alle 23:58

Fondi strutturali europei, opportunità per l’Umbria: gli obiettivi sui quali puntare con decisione

di Francesca Mancosu

Cosa ci aspettiamo dall’Europa? E come può fare l’Europa per noi? Domande tutt’altro che banali, in vista delle ormai prossime elezioni europee – e del semestre di presidenza italiana della Ue – e soprattutto dell’assegnazione dei fondi strutturali 2014-2020, elemento indispensabile per la futura pianificazione degli investimenti delle amministrazioni locali. Di questo si è parlato al convegno ‘L’Europa ad Assisi, l’Europa in Umbria’, promosso dalla Commissione europea e dai centri di informazione Europe direct Umbria (a Casina di Deruta) e Europe direct Terni, lunedì mattina all’auditorium Domus pacis di Santa Maria degli Angeli.

Lavorare in sinergia Padrone di casa Claudio Ricci, sindaco di Assisi, fresca dell’ingresso nella ‘short list’ delle sei città italiane candidate a diventare Capitale europea della cultura 2019  che ha ribadito la necessità di «mettere insieme persone, città, comunità» – così come già espresso dal progetto per la candidatura ‘Making plans’ – per capire «cosa fare con i fondi europei 2014-2020 e quali strumenti mettere in campo per utilizzarli al meglio». La dotazione per l’Italia è pari a 32 miliardi di euro, di cui  7miliardi e 800 milioni finiranno nelle casse delle 12 regioni del centro nord, per provvedimenti in materia di crescita e occupazione.

Finanziamenti ancora da spendere C’è tempo fino al 2015, ricorda Claudio Tiriduzzi, responsabile del servizio programmazione della Regione Umbria, «per spendere i 1500 milioni di euro del settennato 2007-2013: 343 milioni per il Fondo di sviluppo regionale-Fesr, 227 milioni del Fondo aree sottoutilizzate-Fas, e 213 milioni per le politiche del Fondo sviluppo e coesione-Fsc. Il 2013 è l’ultimo anno per programmare l’utilizzo di questi fondi». Per quanto riguarda la programmazione 2014-2020, la Regione Umbria punta su quattro obiettivi: specializzare e innovare il sistema produttivo, promuovere politiche inclusive per tutti i cittadini (con grande attenzione agli stranieri, che hanno ormai raggiunto l’11% della popolazione), tutelare attivamente le risorse territoriali, rafforzare il capitale umano regionale. «L’80% delle risorse saranno utilizzati per ricerca, sviluppo dell’agenda digitale, competività dei sistemi produttivi ed energia sostenibile. Con un occhio al rilancio delle aree interne, a istruzione mobilità e sanità, con la collaborazione dei ministeri interessati».

Le preoccupazioni dei sindaci Nel corso del convegno sono intervenuti anche i sindaci di Marsciano, Deruta e Gualdo Tadino, che oltre a presentare progetti di rilancio per i propri territori, hanno espresso la propria preoccupazione per l’utilizzo dei fondi europei, a causa delle limitazioni agli investimenti imposte dal patto di stabilità. Preoccupazioni a cui ha dato una pronta risposta ancora Tiriduzzi: «La Regione Umbria è già al lavoro affinché il cofinanziamento dei fondi europei sia portato avanti fuori dal patto di stabilità. Allo scopo, abbiamo già istituito un fondo che finanzi il 100% dei mutui alle imprese, fatto bandi a sportello aperto e accordi diretti con le imprese, con l’obbligo di coinvolgere anche le imprese del territorio».

Terni Sul palco non è invece salito nessun rappresentante del ternano, nonostante la presenza in prima fila del presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli, che ha abbandonato la platea a metà convegno. Assenti giustificati il sindaco Leopoldo Di Girolamo, costretto a casa da problemi di salute, e l’assessore allo Sviluppo economico Sandro Piermatti, che ha dovuto sostituirlo.«Abbiamo invitato tutti i sindaci della provincia – precisano dell’Europe direct di Terni – e forse non sono venuti perché abbiamo in programma un’iniziativa di presentazione dei fondi anche a Terni. Per il 30 novembre è già fissato un incontro sulle politiche europee sulla siderurgia, a cui interverranno anche rappresentanti della Commissione europea, europarlamentari italiani e la vicepresidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli».

Le opportunità per i giovani Oltre alla presentazione di un’app gratuita – ‘Europa intorno a me’ – che consente di trovare i punti informativi più vicini e di conoscere le politiche europee attraverso ricerche per tematiche e territorio, il convegno di Santa Maria degli Angeli è stata l’occasione per presentare diversi progetti destinati ai più giovani e supportati dai fondi strutturali europei per incentivare mobilità e imprenditorialità: ‘Scuola d’impresa’, per gli studenti delle superiori; ‘Creativity camp’, per i giovani dai 20 ai 35 anni; ‘Eurodyssée’, per quelli dai 18 ai 32 anni; ‘Brain back in Umbria’, per contrastare la fuga dei cervelli umbri all’estero. A dicembre partirà invece un bando per selezionare 10 giovani per fare un’esperienza di lavoro nelle prossime Capitali europee della cultura.

Il ruolo degli Europe direct Fondamentali per la diffusione di informazioni sui programmi comunitari sono gli ‘Europe direct’, aperti quest’anno a Casina di Deruta (Pg) e Terni. «Oltre che per fornire indicazioni sui bandi e sui fondi europei – ha ribadito Alessandro Giordani, responsabile della comunicazione della Commissione europea in Italia – questi centri devono alimentare insieme a istituzioni ed università un dibattito nella cittadinanza sul futuro dell’Unione.  Nei prossimi mesi allo scopo distribuiranno un questionario per capire cosa gli italiani vogliono dall’Europa: le risposte saranno sintetizzate in un documento che sarà fatto proprio dal nostro presidente del Consiglio nel prossimo semestre di presidenza della Ue».

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