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mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 04:50

Fondi per le fasce deboli, la Usl: «Nessun taglio». M5s: «Ecco i documenti»

La Usl incontra il Comune: «I 650 mila euro si riferiscono al periodo agosto-dicembre 2020, quello post emergenza»

«Non c’è nessuna riduzione dei fondi per le fasce deboli della popolazione». Così la Usl Umbria 2 replica agli scenari emersi in questi giorni, dopo il confronto andato in scena tra la stessa Usl e il Comune di Terni. Ma per il Movimento Cinque Stelle le cose non stanno così: i pentastellati mostrano anche una lettera della stessa Usl che mostra al Comune il nuovo piano economico.

L’incontro «Alla luce dell’incontro programmato da alcuni giorni tra i vertici della Usl Umbria 2 e la
Direzione Welfare del Comune di Terni – si legge in una nota Usl – si ritiene opportuno precisare che la nota inviata dall’Azienda Usl Umbria 2 al Comune di Terni in data 30/07/2020, non intende in alcun modo prefigurare una riduzione dell’erogazione dei servizi socio sanitari rivolti alle aree anziani, disabili adulti e minori. La stessa è bensì l’esito di un procedimento di concertazione e programmazione avviato tra
Azienda Usl Umbria 2 e Comune di Terni in qualità di Comune capofila, al fine di monitorare i
servizi erogati nell’ordinarietà e a decorrere dall’avvio dello stato emergenziale. Ciò consente alle istituzioni di programmare le attività sino al 31/12/2020 tenendo conto delle specifiche necessità emerse ed alle quali entrambi gli enti stanno collaborando per la loro risoluzione. La quota economica di 650.000 Euro rappresenta l’impegno economico necessario nel periodo agosto – dicembre 2020, di cui l’azienda ne programmava l’erogazione, in pieno accordo con l’Ente Territoriale e nella massima trasparenza».

Il M5S e la lettera Per Thomas De Luca e Luca Simonetti del M5S, si tratta di una «risposta in politichese degli uffici tecnici e silenzio della politica, vuol dire che purtroppo abbiamo fatto centro». «La Lega è smentita dalla Usl Umbria 2 sui tagli ai servizi delle persone con disabilità per oltre 650mila euro. Non sappiamo per quale motivo la Usl2 e il Comune di Terni rispondano al posto degli assessori chiamati in causa. E per di più lo facciano in politichese piuttosto che sciogliendo puntualmente i nodi tecnici della questione. In attesa di smentite più ricche, purtroppo a dirimere ogni dubbio è proprio la missiva inviata dalla Usl2 al Comune di Terni. Una lettera chiarissima e inequivocabile. Lettera in cui si parla di riduzione di servizi, non di rimodulazione. E si fanno persino i conti in tasca al Comune di Terni in quanto capofila, invitandolo a spendere di meno perché i soldi sono quelli e non di più, a meno che il Comune di Terni non voglia mettersi le mani in tasca e pagare. Emblematico l’oggetto della missiva: ‘Piano di rientro in ambito dei servizi socio-sanitari’. Il termine ‘rientro’ tecnicamente ha un significato molto chiaro quando si tratta di risorse economiche».

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