mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:00

Ha fondato una delle più note aziende umbre: Mattarella consegna onorificenza a Mario Filippi Coccetta

Al Quirinale la cerimonia per i nuovi Cavalieri al merito del lavoro: «Dobbiamo ispirare fiducia nell’Italia». Premiato anche studente

Mattarella coi nuovi Cavalieri

Un riconoscimento a una delle eccellenze dell’industria tessile umbra. Giovedì mattina al Quirinale si è tenuta la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine «Al merito del lavoro» ai Cavalieri nominati il 2 giugno, e tra questi c’è l’umbro Mario Filippi Coccetta, di Giano. Coccetta è il presidente della Fabiana Filippi, azienda fondata insieme al fratello Giacomo e alla cognata Donatella. La Filippi è attiva nella produzione e distribuzione di collezioni di abbigliamento di alta qualità realizzate con tessuti e fibre nobili quali il cachemire. Mario e Giacomo Filippi hanno fondato da zero la propria attività nel 1985, regalandogli il nome dell’allora neonata figlia di Giacomo, Fabiana.

La storia La prima sede, messa a disposizione dai genitori, è stata un ex rimessa agricola nella campagna di Giano. Nel giro di pochi anni l’azienda ha conosciuto un rapido sviluppo per dimensioni, fatturato e numero di occupati, attualmente pari a 160, oltre l’indotto esterno. Fabiana Filippi è oggi presente in oltre 30 paesi con 1.300 multibrand e 48 negozi monomarca. La produzione si caratterizza per l’ecosostenibilità dei processi e dei prodotti e l’impatto ambientale dei suoi filati è tra i più bassi del settore. Il 25% del fatturato è realizzato in Italia, mentre il 75% è suddiviso tra Europa, Russia, Usa ed Asia.

Premiato anche uno studente «La nomina di Filippi – dice il deputato umbro del M5S Filippo Gallinella – premia l’impegno di un imprenditore umbro che con il suo lavoro e la sua capacità operativa ha dato prestigio alla nostra intera comunità regionale, e che ora trova nuova conferma in questa alta onorificenza, e di questo mi congratulo. Per quanto riguarda gli Alfieri del Lavoro, ossia i 25 migliori studenti delle scuole superiori d’Italia, è stato insignito del prestigioso titolo, il perugino Federico Vitillaro. Quest’anno erano 2.766 gli studenti segnalati dai presidi: i 25 prescelti sono quelli che avevano i voti più alti e, proprio grazie all’impegno individuale e al proprio merito, hanno saputo distinguersi. I loro successi sono i punti di forza su cui radicare il futuro del nostro paese e rappresentano risorse importanti sulle quali investire per valorizzare al meglio le eccellenze italiane».

Mattarella «L’economia italiana presenta buoni fondamentali – ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia – a cominciare da quelle risorse di cittadini e imprese rappresentate dal risparmio delle famiglie e dall’avanzo della bilancia commerciale. Siamo in grado di fronteggiare le difficoltà che abbiamo davanti. Possiamo crescere, e raggiungere migliori livelli di giustizia sociale. La più diffusa consapevolezza del bene comune aumenta la fiducia e la sicurezza nella società. Abbiamo assolutamente bisogno di ispirare fiducia. Le imprese lo sanno». «Il messaggio che vorrei trarre – ha detto ancora – è che dobbiamo essere capaci di mettere il bene comune al centro della nostra azione. Esiste il proficuo confronto tra idee diverse, c’è il contrasto di interessi, ma nessuno deve perdere di vista l’interesse comune, né, tantomeno, il domani di chi verrà dopo di noi. Di questi giovani che esprimono così grandi valori e risorse. Non c’è calcolo di breve periodo che possa giustificare il rischio di comprimere un potenziale di sviluppo per l’intera comunità».

Investimenti e lavoro Il presidente ha poi sottolineato la necessità di investimenti che «vanno mirati» in quei settori «che possono diventare delle locomotive trainanti» come ad esempio «la tecnologia più avanzata, l’automazione, la robotica». «Il lavoro – ha concluso – resta la vera priorità, la bussola di ogni nostro sforzo. Per questo l’impegno degli imprenditori a rendere più forti le loro aziende, a investire, a cercare nuovi mercati, a innovare, a migliorare la qualità dentro e fuori la fabbrica e l’impatto con l’ambiente esterno è altamente prezioso. Siamo alle prese con un rallentamento della congiuntura, che riflette incertezze internazionali e comporta rischi per il nostro sistema economico e produttivo. È necessario prestare un’elevata attenzione a quanto accade e alle dinamiche che ne possono scaturire».

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