mercoledì 22 novembre - Aggiornato alle 19:25

Fioritura di Castelluccio, Paparelli: «Impegno per farla ammirare ai turisti»

Vicepresidente della Regione prima dell’incontro con gli operatori per la delocalizzazione delle attività, cruciale riapertura anche provvisoria della strada

©Matteo Berlenga

«Ci stiamo attrezzando perché la fioritura di Castelluccio di Norcia possa essere ammirata dai turisti fin da quest’anno. Entro luglio concluderemo gli approntamenti per cui tutti potranno riprendere le loro attività produttive».

Paparelli a Castelluccio per la delocalizzazione Ribadisce l’impegno alla riapertura della strada provinciale 477, anche con sensi unici alternati regolati da semafori, il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, ai microfoni di Rai Radio1, che lo hanno raggiunto mentre era in viaggio per il borgo ai piedi del Monte Vettore. Qui Paparelli incontrerà gli operatori turistici della zona per «definire compiutamente l’intervento di delocalizzazione delle attività di Castelluccio incardinato – ha ricordato – in un progetto importante» ossia quello sostenuto anche da Nestlè-Perugina e firmato dal ministero delle Politiche agricole e dalla stessa Regione. Nei giorni scorsi, facendo il punto sulla delocalizzazione, era stata ipotizzata una soluzione temporanea per le attività ristorative sul modella delle sagre.

L’invito a tornare rivolto ai turisti L’obiettivo è assicurare servizi ai turisti che si avventureranno a Castelluccio per ammirare la fioritura, ma soprattutto far ripartire i commercianti del gioiello dei Sibillini, fermi dal 24 agosto, spedizioni di prodotti agroalimentari a parte. In questo caso il montaggio delle strutture nella piazza del paese è attesa per la fine di giugno, mentre un mese in più occorrerebbe per la realizzazione del villaggio commerciale sostenuto da Nestlè-Perugina. Ai microfoni di Rai Radio1, Paparelli ha anche ribadito: «Vogliamo che la gente torni. I nostri territori – ha detto ancora – sono molto simbolici. Vivono dell’agro alimentare, settore fondamentale, ma anche del turismo legato agli sport. Penso alle tante squadre di calcio che hanno passato qui l’estate in ritiro, facendo della Valnerina un luogo esclusivo, ed è quindi importante ricostruire gli impianti in queste aree».

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