sabato 20 gennaio - Aggiornato alle 00:36

‘Fili di Speranza’ le detenute di Perugia realizzano borse e bisacce per i pellegrini

Un’altra iniziativa a sostegno del rinserimento sociale di detenute realizzata dall’associazione perugina di volontariato (Apv), promossa dalla Caritas diocesana di Perugia, è stata avviata in queste settimane.

L’iniziativa Dopo il “Laboratorio di Botanica”, che ha visto impegnati una decina di detenuti del “Nuovo Complesso Penitenziario Perugia Capanne”, l’Apv presenta il progetto della realizzazione di 2.000 e più borse e bisacce in tessuto per convegnisti e pellegrini, affidato ad un gruppo di detenute impegnate nel “Laboratorio Fili di speranza” (avviato nel 2011 con corsi di cucito). A questo progetto ha dedicato ampio spazio il quotidiano «Avvenire», con il suo numero in edicola il 2 luglio, che mette in risalto come il «mondo carcerario e mondo giovanile, la sofferenza e la speranza, si incontrano attraverso un progetto dell’associazione perugina di volontariato».

I particolari Gli oggetti prodotti da coloro che vivono l’esperienza del “Laboratorio Fili di speranza” andranno a soddisfare le richieste pervenute da: i promotori del secondo “Happening nazionale degli Oratori”, in programma ad Assisi dal 4 al 7 settembre, che vedrà oltre mille rappresentanti di Oratorio provenienti da tutta Italia; gli organizzatori del “Cammino di Santiago”, il pellegrinaggio a Santiago de Compostela dal 18 al 30 agosto, promosso dalla Pastorale giovanile di Perugia, al quale parteciperanno 200 giovani; dai Francescani del Sacro Convento di Assisi per il 35° Convegno “Giovani verso Assisi”, che si terrà dal 29 ottobre al 2 novembre, con 800 partecipanti, avente come titolo “Mi fido di te: dal buio della superbia alla luce della fede”.

Il messaggio Riflettendo anche sul tema di quest’ultimo evento, «non è stata casuale la scelta di coinvolgere l’Apv e le detenute del laboratorio “Fili di speranza” – commenta Clara Salvi, volontaria e referente del progetto –. Il messaggio che si vuol dare ai giovani attraverso le borse e le bisacce, è quello di un valore aggiunto alla speranza delle detenute alle prese con il loro reinserimento nella società, che avviene nel crearsi delle opportunità di lavoro. Il sogno di noi volontari è quello di dare una continuità nel tempo al progetto, quindi una prospettiva alle stesse detenute. Siamo fiduciosi perché quest’attività si inserisce tra quelle che la Direzione del Carcere favorisce in quanto tende alla promozione della dignità della persona».

Apv A parlare di «occasione di vicinanza concreta ai detenuti da parte della comunità cristiana attraverso l’opera dei volontari e dei fruitori di questi oggetti», è il presidente dell’Apv Maurizio Santantoni. «Ai giovani che utilizzeranno borse e bisacce sarà detto di chi sono le mani che le hanno realizzate – sottolinea Santantoni –. Anche con questi oggetti si è vicini a donne molto provate da una vita sbagliata. Questa vicinanza al mondo carcerario è stata voluta dal cardinale Gualtiero Bassetti, come egli ha ribadito durante la sua prima visita da neo porporato che ha riservato ai detenuti e alle detenute all’indomani della sua nomina. Essere attenti alle “periferie esistenziali” come quella del mondo carcerario presente nella nostra realtà – conclude il presidente dell’Apv –, è un segno efficace di testimonianza di amore per gli uomini e le donne che sono nella sofferenza e, nel contempo, un’opportunità pedagogica per i giovani ad essere nella vita accanto a chi fa più fatica anche a causa dei propri errori».

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