sabato 22 settembre - Aggiornato alle 20:44

Festa del lavoro con il cardinale e le famiglie degli operai: «Il pane è per tutti»

E sulla crisi fa ricorso alle parole del nunzio apostolico: «Ormai da diversi anni, è cinque volte l’inferno».

 

«Davanti a me c’è un popolo di Dio in festa per celebrare l’Eucaristia in una circostanza molto bella: la prima ‘Festa del lavoro e della solidarietà’ nella zona industriale di San Sisto e Sant’Andrea delle Fratte organizzata dalle parrocchie che sostengono l’Emporio Caritas ‘Divina Misericordia’. E’ un servizio per famiglie in difficoltà a causa della mancanza di lavoro. Il popolo di Dio è fatto di famiglie che compongono la Chiesa; la Chiesa è una famiglia di famiglie». Così il cardinale Gualtiero Bassetti ha introdotto la celebrazione eucaristica, nel tardo pomeriggio del 15 aprile, nella tensostruttura allestita nel piazzale dell’azienda Bragiola davanti all’antica cappella dell’Assunta, nel cuore della zona industriale di San Sisto-Sant’Andrea delle Fratte di Perugia che conta più di 400 realtà produttive ad iniziare dallo ‘storico’ stabilimento Nestlé-Perugina.

Appuntamento L’evento, che ha visto la partecipazione di numerose famiglie, è stato dedicato al tema del lavoro e della solidarietà, coinvolgendo diverse aziende i cui dipendenti hanno dato vita a un torneo di Calcio a 5 per richiamare il significato della giornata di festa e condivisione nei loro luoghi di lavoro. Giornata che è iniziata al mattino con la “passeggiata ecologica in bici” (partenza e arrivo davanti alla cappella dell’Assunta) ed è proseguita nel pomeriggio con l’appuntamento più atteso per i bambini dai 3 ai 10 anni:’Pompieropoli – gioco pompiere per un giorno’, con la partecipazione di una rappresentanza dei Vigili del fuoco.

Solidarietà «Ci troviamo in questo luogo – ha sottolineato il porporato – per qualche cosa che riguarda la solidarietà, l’aiuto fraterno, la carità, il pane da spezzare e da condividere con gli altri». Ha poi raccontato l’episodio di un padre che a Pasqua gli aveva riferito quanto detto da suo bambino: «“Ho fame”, ma in quel momento il padre non aveva niente nella dispensa. Mi è venuto in mente – ha aggiunto il cardinale – la Bibbia che dice: i piccoli chiedevano il pane, ma non c’era chi lo spezzasse. Certo, se non spezzassimo il pane dell’Eucaristia, perché è Lui la fonte di tutta la carità e di tutto l’amore che c’è in noi e nella Chiesa, poco avrebbero senso i nostri atti di carità. Oggi siamo qui per fare la festa del nostro popolo, delle nostre famiglie perché vogliamo crescere nella dimensione della solidarietà e della condivisione; vogliamo che il lavoro, che è pane e vita, non manchi a nessuno e per questo siamo qui ad innalzare la nostra preghiera e per dire grazie al Signore di tutti i doni che ci elargisce».

Siria Il cardinale Bassetti, all’inizio dell’omelia, ha richiamato l’attenzione dei fedeli sulla crisi in Siria, raccontando loro quanto gli aveva detto tempo fa a Roma il nunzio apostolico cardinale Mario Zenari, in occasione della presentazione di un progetto per la costruzione di un ospedale dove sono massicci i bombardamenti: «’La Siria, ormai da diversi anni, è cinque volte peggio dell’inferno’. Nell’inferno – ha evidenziato Bassetti – c’è il fuoco; in Siria c’è il fuoco delle bombe, ci sono le macerie, non c’è acqua, si muore di fame. Cinque volte peggio dell’inferno, non c’è pace in Siria! La pace è dono di Dio, lo dice chiaramente papa Giovanni XXIII nell’enciclica Pacem in terris, non fa parte delle congiunture degli uomini anche se ci vuole la buona volontà degli uomini. Ecco perché a Natale gli angeli annunciano la pace e Gesù risorto dice ai suoi discepoli: ‘Pace a voi’. Il dono del Risorto è la pace da costruire a partire dalle famiglie, dalla Chiesa perché quando non ci si vuole bene, quando non si è uniti, quando invece della carità prevalgono le maldicenze e le invidie, non ci può essere pace. La pace non è una cosa, è una persona, è Gesù stesso che si mostra come il riconciliatore fra Dio e gli uomini e fra gli stessi uomini».

 

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