Otto le guardie Wwf impegnate sabato mattina nei controlli venatori nella provincia di Perugia, un numero esiguo, ma che ha consentito di rilevare e sanzionare, come previsto dalla legge, altrettante infrazioni, le solite, ovvero la mancata distanza tra gli appostamenti che si contendevano gli spazi attorno ai campi di girasole e vicino ai corsi d’acqua. Cinque sanzioni nel giro di appena 3 ore di controlli. Una concentrazione anomala che ha visto alcuni cacciatori, rinunciare alle postazioni già segnalate dalla sera prima, appunto per mancanza di spazi, altri con minor fair play hanno iniziato a litigare con accuse reciproche su chi fosse arrivato prima, altri appunto, sono stati sanzionati per il mancato rispetto della misura minima dei 100 metri previsti. E’ quanto rendono noto le guardie Wwf in una nota.

Altri cacciatori sono stati sanzionati con 154 euro per non aver annotato sul tesserino venatorio l’abbattimento delle prede, ma l’elenco delle scorrettezze non finisce qui, infatti sono state anche elevate sanzioni per aver circolato e sostato con la propria vettura negli ambienti naturali, nei prati, fin sotto al capanno di caccia.

Un caso veramente curioso, quello occorso a Pila di Perugia, che Sauro Presenzini (il coordinatore regionale delle Guardie dell’Umbria) commenta con un sorriso, asserendo che seppur è da 35 anni che opera nel settore, non aveva mai visto una scena comica del genere. Le regole della caccia in questa apertura anticipata, impongono al cacciatore di dover sparare solo da appostamento, ‘ancorandolo’ quindi al luogo da lui scelto, senza dargli possibilità di vagare per il territorio. Due giovanotti di Spoleto con una spiccata e fervida immaginazione, hanno pensato di fare la caccia vagante da dentro il capanno, infatti sollevandolo da terra con le mani, rimanendo dentro ‘l’appostamento mobile’ si spostavano con esso, vagando nelle campagne formalmente in regola.

«Le Guardie Giurate delle varie associazioni ambientali, sono un numero veramente esiguo rispetto a quelle nominate dalle associazioni venatorie, ovvero poco più di 40 unità in tutta la provincia di Perugia, contro le oltre 650 delle associazioni venatorie, Guardie che devono essere particolarmente sfortunate, …visto che non riescono a rilevare nessun tipo d’illecito da parte dei loro “colleghi” cacciatori», è il commento delle guardie del Wwf.

Al Questore e al responsabile della Polizia Provinciale, chiedono di sapere «quale effettivo riscontro, verifica e operatività/affidabilità si può avere sul controllo del territorio, sulla reale “esistenza in vita” di questo piccolo esercito, che sembra esistere solo sulla carta, ma che nessuno ha mai visto effettivamente in campo operare concretamente, per la verifica di potenziali attività illecite, da parte di chiunque».

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