domenica 24 maggio - Aggiornato alle 23:16

Fase 2, l’Umbria da lunedì riapre palestre, piscine, musei. Ok spostamenti in comuni confinanti

La presidente Tesei firma l’ordinanza che dà il via libera anche a strutture ricettive extralberghiere e mercati

Piscine dello Stadio di Terni

Da lunedì 25 maggio l’Umbria riapre palestre, piscine, circoli sportivi pubblici e privati, musei, biblioteche, strutture ricettive, commercio al dettaglio su aree pubbliche, esercizi ricettivi extalberghieri e all’aria aperta, residenze d’epoca. La presidente, Donatella Tesei, forte anche del nuovo monitoraggio che restituisce all’Umbria la classificazione di rischio “basso”, ha firmato in serata l’ordinanza numero 28, che prevede ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza da Covid 19 finalizzate all’ulteriore riavvio delle attività economiche e produttive attualmente sospese.

PASTICCIACCIO DELL’INDICE RT

Ok anche a Comuni confinanti Per la gestione delle attività delle strutture ricettive si fa riferimento ad apposite linee Guida allegate al provvedimento. Dal 25 maggio possono inoltre essere attivato o riattivati i tirocini extracurriculari anche in presenza, oltre che con modalità a distanza. Sempre a far data dal 25 maggio sono ammessi spostamenti al di fuori della Regione Umbria nei limiti del comune confinante da parte di coloro che abitano in Comuni collocati a confine tra Umbria e altre Regioni finalizzati alle visite a congiunti. Ciò è applicabile solo in presenza di analoga ordinanza da parte del presidente della Regione confinante.

LINEE DI INDIRIZZO PER LA RIAPERTURA

MUSEI: RACCOMANDAZIONI PER RIAPERTURA

Nell’ordinanza si sottolinea come «l’Umbria, come altre regioni, ha un indice di contagiosità estremamente basso differenziandosi in tal senso da altre realtà territoriali», mentre «il sistema sanitario regionale è in grado di monitorare e trattare in maniera coerente l’evoluzione della situazione sanitaria». Inoltre «il Governo tramite il Commissario ha assicurato categoricamente e pubblicamente una massiccia capacità di risposta in termini di supporto e fornitura di dispositivi di protezione che potranno essere reperiti o destinati alla popolazione regionale». In ogni caso «nell’ambito delle attività produttive e culturali si dovranno realizzare tutte le prescrizioni delle autorità sanitarie legate alla capacità di operare in sicurezza, sia con riferimento al personale dipendente, oltre che ai lavoratori autonomi, sia con riferimento alla fruizione da parte dei cittadini dei servizi commerciali e produttivi». La presidente raccomanda comunque «l’applicazione dei principi contenuti nelle guide regionali per la sicurezza delle riaperture, nonché degli ulteriori documenti di specificazione, già condivisi con le parti sociali».

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