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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 11:26

Fasci littori finanziati dall’Europa, la Regione: «Mai interpellati». Bori: «Allora chiedete conto al sindaco»

Una interrogazione all’assessore alla Cutura Agabiti. «Ora non potete fare finta di non avere visto niente»

Uno dei timpani prima e dopo il restauro

La questione dei fasci littori riportati alla luce al mercato coperto di Perugia approda in Regione. Il capogruppo del Partito democratico Tommaso Bori ha interrogato la giunta, sottolineando come gli interventi di ristrutturazione del Mercato coperto di Perugia siano stati finanziati da fondi europei. L’opposizione ha ritenuto fondamentale un chiarimento con la Regione sottolineando come, storicamente, quei fasci littori, furono realizzati nel ’32, anno di edificazione dell’edificio e furono cancellati nel 45 all’indomani della Liberazione per celebrare «una amministrazione comunale inequivocabilmente antifascista». All’assessore alla Cultura Paola Agabiti è stato anche evidenziato come non si tratti «di un’opera di pregio, ma soltanto del lavoro di un artigiano. Al contrario, la malta con cui i simboli della dittatura sanguinaria erano stati coperti ha un grande valore storico e politico, perché rappresenta la volontà democratica dei cittadini e dei partigiani dopo la liberazione dalla dittatura fascista e l’occupazione nazista».

La risposta della Regione La Regione ha sostanzialmente risposto di avere approvato l’elenco degli interventi da finanziare con fondi comunitari. Tra questi c’è la rifunzionalizzazione del Mercato coperto di Perugia. Il Comune, nel 2015, ha approvato il progetto esecutivo da 5,7 milioni». Agabiti ha anche detto che «non risultano eseguiti sopralluoghi congiunti» a proposito degli interventi da compiere sui Fasci littori, tantomeno «risultano richieste di pareri rispetto a lavorazioni particolari mirate al mantenimento a vista delle pitture murali in questione».

L’affondo Quanto basta al consigliere Bori per considerare grave come la Regione non fosse stata mai messa al corrente della scelta di riportare alla luce i due fasci. Ha chiesto quindi alla Giunta di «fare un passo verso il Comune, che a questo punto è l’unico responsabile di questa decisione. Dovete chiedere conto al sindaco di queste scelte sbagliate. L’unica decisione possibile è quella di coprire quei simboli. Ora non potete fare finta di non aver saputo e visto niente».

 

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