giovedì 18 ottobre - Aggiornato alle 11:18

Farmacie comunali Terni, vendita non è tabù: Dominici in guerra con Sciamanna

Assessore e amministratore unico della società se le cantano da settimane, nervi tesi in giunta e l’opposizione entra in azione

 

Fabrizio Dominici - Assessore Bilancio e Partecipate Comune Terni

di M. R.

Nessun armistizio tra Fabrizio Dominici e Fausto Sciamanna, rispettivamente assessore a bilancio e partecipate del Comune di Terni e amministratore unico della società partecipata dell’ente Farmacia Terni; la loro guerra pare sia cominciata quando il commercialista di Rimini, nominato in giunta dal sindaco Latini, si è fatto fotografare a bordo di una barca, in mezzo al mare, col fascicolo dell’ex Asfm tra le mani per uscirsene di lì a poco con accuse di «clientelismo diffuso» nonché manifestando la volontà di vendere.

Farmacia Terni Che la partita sia significativa, visto che sulla vendita di quelle quote societarie la vecchia giunta si era scommessa il riequilibrio, è ben noto; ma, posto che non ci sia ancora una posizione chiara sul futuro dell’azienda in questione, le sortite dell’assessore nel corso delle recenti settimane, hanno destato qualche perplessità in maggioranza e tra i banchi dell’opposizione, nonché la puntuale replica del numero uno di Farmacia Terni sempre a mo’ di smentita soprattutto sulla presunta modifica del bilancio che l’assessore avrebbe chiesto all’azienda. Dominici, per tutta risposta, è arrivato  a mettere in discussione i vertici della società partecipata e dichiarato a mezzo stampa che pensava ad un avvicendamento per il quale si stava già documentando. Parole che hanno fatto strabuzzare gli occhi agli addetti ai lavori, suoi compagni di giunta compresi, considerato che non vi fosse alcuna procedura di gara pubblica in corso.

Esercizio provvisorio Il conflitto tra Domini e Sciamanna comunque, ha raggiunto la sua massima espressione il 2 agosto scorso, quando all’assemblea per l’approvazione del bilancio consuntivo, l’assessore non si è presentato relegando la società alla gestione provvisoria dell’attività. Tale stato di cose pone l’azienda in netta difficoltà con le banche: da un giorno all’altro Farmacia Terni potrebbe trovarsi cioè impossibilitata all’acquisto di medicinali e quindi costretta a sospendere l’esercizio. L’intera vicenda tiene gli altri membri dell’esecutivo di Palazzo Spada con le antenne ben dritte sulle mosse dell’assessore competente «Non è certo lui il sovrano, anche se ha le deleghe in quelle materie» bisbiglia qualche altro assessore; e intanto l’ipotesi di vendita ha scosso l’opposizione, che si dice preoccupata per il futuro delle farmacie comunali.

Senso civico «La questione della vendita o meno delle farmacie comunali richiede competenza e non l’inutile gazzarra a cui stiamo assistendo in queste ore – scrive in una nota Alessandro Gentiletti, presidente del gruppo Senso Civico -. Una classe dirigente competente è la novità di cui ha bisogno la città. Per questo ho predisposto n’interrogazione che depositerò nei prossimi giorni. Ritengo – spiega – che l’alienazione delle farmacie comunali, oltre a non essere necessaria, trovi impedimenti di carattere giuridico, non aggirabili attraverso la pretestuosa modifica del bilancio. Mi auguro che su questo, e non sui banali luoghi comuni, si concentri il dibattito nelle prossime settimane. Ritengo anche che sarebbe opportuno convocare l’amministratore e il presidente del collegio sindacale in commissione o in consiglio».

Movimento cinque stelle Il M5s depositerà una proposta di delibera sul futuro delle farmacie comunali. Lo si legge in una nota diffusa da Thomas De Luca, presidente della commissione controllo e garanzia, a nome del gruppo consiliare pentastellato: «Il tema dei servizi pubblici e della gestione delle partecipate è centrale all’interno della nostra azione amministrativa. La delibera ‘Salva Farmacie’ – continua la nota – metterà in condizione il sindaco e la sua giunta di poter rispettare gli impegni presi. Se le uniche farmacie a non guadagnare sono le farmacie comunali di Terni, le ragioni vanno ricercate nelle scelte gestionali e nelle inadempienze della passata amministrazione comunale a partire dalla mancata applicazione dell’ultimo piano industriale. Farmacia Terni non è una società in crisi, è una società in grado di poter produrre, con il minimo sforzo, un milione di euro di utile all’anno. Utili che possono entrare a far parte del percorso di risanamento finanziario dell’Ente e che una volta completato, potranno sostenere la spesa sociale e i servizi alla persona».

Partito democratico A chiudere il cerchio di interventi sulla questione è il capogruppo Pd Francesco Filipponi: «Avevamo chiesto un confronto serio e sereno in consiglio comunale, e comunque in sede di dibattito sulle linee programmatiche, per ascoltare dal sindaco gli indirizzi su questa importante azienda partecipata e invece si continua da parte dell’assessore Dominici a far riferimento a presunti contrasti riguardanti aspetti di gestione, smentiti dall’azienda sia dal punto di vista dei rapporti personali, sia in merito alla corrispondenza. Intendiamo poi sottolineare – conclude la nota di Filipponi – la singolarità di riferimenti a nuovi possibili vertici aziendali da parte di un singolo membro dell’esecutivo comunale, così come ha anche ha avuto modo di far notare l’On. Nevi, ed anche il richiamo a profili che sarebbero in fase di valutazione, in assenza di una procedura di gara pubblica. Il quadro che avevamo contribuito a costruire per questa partecipata nella precedente consiliatura e il risultato positivo complessivo, relativo al bilancio consuntivo 2017, fanno da contraltare agli attacchi all’immagine dell’azienda. Ribadiamo la nostra disponibilità al confronto sul futuro della partecipata in sede di dibattito consigliare, con l’impegno nei confronti dei cittadini alla salvaguardia degli assetti aziendali nel quadro degli indirizzi già formulati dal precedente consiglio comunale».

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