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lunedì 18 ottobre - Aggiornato alle 01:13

Estensione green pass al vaglio: ipotesi da metà ottobre anche per lavoratori di aziende private

Non ci sono dubbi sul certificato per personale di ristoranti, piscine e cinema, oltreché per i dipendenti pubblici

©Fabrizio Troccoli

L’estensione del green pass potrebbe già essere definita in settimana dal governo ed entrare in vigore nel giro di un mese anche per i lavoratori del settore privato. Queste le ultime novità che rimbalzano da Roma dove è attesa una riunione della cabina di regia per stringere sul provvedimento che potrebbe approdare in Consiglio dei ministri già giovedì.

Ristoranti, cinema e palestre più statali Più che un’ipotesi l’obbligatorietà del certificato verde per i lavoratori delle attività private in cui la carta verde è già richiesta ai clienti, quindi ristoranti, bar, palestre, piscine, cinema, teatri, fiere, stadi, treni, aerei e bus. Appare pacifica, poi, anche l’introduzione del green pass per i lavoratori della pubblica amministrazione, anche se qui tra personale sanitario e del sistema scuola una buona fetta è già sottoposta alla misura.

Green pass anche in aziende private Ma l’obiettivo del governo, riportato da tutti i quotidiani, è allargare al massimo l’uso della carta verde, estendendola anche al comparto delle imprese private, rispondendo così positivamente alla richiesta arrivata da Confindustria, oltreché per superare la criticità legate alla miriade di società partecipate del mondo pubblico, dove i dipendenti non sono tecnicamente assimilabili agli statali. Alcuni nodi, però, restano da sciogliere, a cominciare da chi sosterrà i costi dei tamponi per i lavoratori che non intendono vaccinarsi.

I nodi Lo schema potrebbe essere quello già adottato nel mondo della scuola, con il tampone gratuito garantito soltanto ai lavoratori fragili, ma i sindacati avvertono che la spesa non può ricadere sul dipendente. A controllare il green pass nelle imprese private dovrà essere un addetto incaricato dal datore di lavoro che procederebbe alla verifica utilizzando l’apposita App già utilizzata dai titolari di ristoranti, cinema, bar, palestre, che secondo gli esperti garantisce la privacy perché non indica come il soggetto abbia ottenuto la certificazione verde, ossia se vaccinato, guarito dal Covid o tamponato.

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