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lunedì 18 gennaio - Aggiornato alle 21:36

Esplosione di adozioni da rifugi animali durante pandemia: boom a Perugia. «E’ il bisogno di affetto»

La storia di ‘nonno Ciro’ il cane di 17 anni che sconfigge tre tumori e dal rifugio trova la nuova famiglia e una compagna maremmana

Parla di «boom di adozioni per cani e cani e gatti nel 2020», l’Ente nazionale di protezione animali indicando una percentuale superiore al 15% rispetto all’anno precedente. Nel 2020 si registrano 8100 cani e 9500 gatti adottati in tutta Italia. Ma ci sono casi limite, che hanno visto superare le percentuali di oltre il 40% come a Perugia che insieme a Treviso ha visto l’esplosione del fenomeno o Monza dove si sono visti svuotare i rifugi, rimasti senza cani da adottare.

Panoramica «Questo forse – ha commentato Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa – è il piccolo miracolo di questa pandemia. Un miracolo che ha visto protagonisti gli animali presenti nelle nostre case che con il loro affetto ed amore incondizionato ci hanno aiutato in questo momento difficile, ma va evidenziato anche l’insostituibile ruolo dei volontari i quali in pieno lockdown hanno incrementato il loro impegno a favore degli animali. Uno scambio che ha dato tanto a noi e che ha riconosciuto a loro un ruolo fondamentale nelle nostre famiglie. Questi dati raccontano il desiderio e la riscoperta di condividere con loro la nostra vita, le nostre emozioni e i nostri momenti più difficili».

Numeri In alcune città le percentuale di animali che hanno trovato una nuova casa sono arrivate anche al 20% o al 40%. E’ il caso di Perugia, dove hanno trovato famiglia 96 cani (anche diversi cani disabili ed anziani), e 70 gatti, o di Treviso che su 147 cani ne ha fatti adottare 100. Ci sono poi situazioni come quella di Monza dove il rifugio Enpa è rimasto a dicembre addirittura privo di cani da adottare. Ma anche da zone del Sud dove il randagismo è purtroppo endemico, le adozioni sono aumentate. È il caso ad esempio di San Severo, in provincia di Foggia, dove le adozioni sono passare dai 106 cani del 2019 ai 161 del 2020. E la buona notizia è che hanno trovato famiglia anche tanti quattro zampe sopra i due anni o anziani. Ancora, complice la pandemia e la difficoltà di spostamenti, sono aumentate le adozioni in loco nel Sud Italia in particolare in Sicilia, Puglia e Campania con una percentuale del + 40%!

Le cessioni Negativo, invece, il dato delle cessioni di animali per cause economiche in aumento tra settembre e ottobre del +20% , e per fortuna calate tra novembre e dicembre. Le cause sono state quasi sempre legate a conseguenze della pandemia: economiche e, purtroppo, in molti casi di decessi e figli dei proprietari degli animali che non hanno voluto prendersi cura degli animali domestici dei genitori. L’Ente nazionale protezione animali ha ricevuto infatti tantissime richieste di aiuto. Solo attraverso il programma “Rete solidale”, Enpa ha donato alle famiglie che si sono rivolte all’associazione oltre 200 mila euro di cibo, 100 mila euro per le spese veterinarie e 200 mila euro di medicinali.

Nonno Ciro Una storia di resilienza, l’adozione Nonno Ciro Nonno Ciro, 17 anni appena compiuti (il cane in foto ndr), è stato recuperato tre anni fa in una cantina quando è morta la sua proprietaria. I figli della signora, purtroppo, non si sono voluti prendere cura di lui. La sezione Enpa di Val della Torre lo ha quindi accolto e nonno Ciro è diventato per il Rifugio una vera mascotte: girava per gli uffici, consolava i nuovi ingressi e si faceva coccolare da tutti. La sua, una vera storia di resilienza. Nonno Ciro, infatti, negli ultimi tre anni ha vinto contro ben tre tumori, operati con successo. Per lui a dicembre, la grande sorpresa! Una famiglia ha visto il suo appello su Facebook e si è innamorata di lui. Oggi nonno Ciro vive felice nella sua nuova casa con una coppia giovane, una maremmana e un bimbo di due anni con il quale è diventato davvero inseparabile.

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