sabato 25 maggio - Aggiornato alle 15:22

Edilizia scolastica e sicurezza, Comuni e Province mettono a punto proposta unitaria. Faccia a faccia presidi-parlamentari

All’Anci regionale sindaci, presidenti e Regione a confronto: martedì documento in cabina di regia

Un momento dell'assemblea (foto U24)

di Dan.Bo.

Nei dettagli verrà svelato solo martedì ma quel che è certo è che ha al centro la sicurezza degli edifici scolastici, e in particolare chi se ne assume la responsabilità, il documento elaborato lunedì pomeriggio nel corso dell’assemblea che i Comuni e le Province dell’Umbria hanno tenuto insieme alla Regione, rappresentata dall’assessore Antonio Bartolini e dal dirigente Luigi Rossetti. Sindaci e presidenti si sono riuniti nella sede regionale dell’Anci di Perugia a porte chiuse (la stampa è stata fatta uscire), scegliendo al termine di presentare una proposta di documento «espressione della volontà unanime degli Enti locali umbri». Nella proposta che sarà discussa martedì si definiscono prospettive e obiettivi con lo scopo «di garantire – spiega il presidente di Anci Umbria Francesco De Rebotti, sindaco di Narni – il massimo della sicurezza»; un obiettivo per raggiungere il quale daranno un importante contributo i 150 milioni di investimenti previsti per i prossimi tre anni per l’intero territorio regionale, comprese le aree colpite dal sisma. «Si tratta di una grande opportunità – è stato detto lunedì – per una programmazione partecipata tra enti proprietari e istituti scolastici».

LA PROTESTA DEI PRESIDI
I PRESIDI: «NO ALLE REGGENZE»

L’assemblea «La condivisione della programmazione della sicurezza nelle scuole – è stato detto ancora – è un obiettivo al quale tutti i soggetti tengono, in primis i sindaci e i presidenti delle province, riconoscendo comunque quelle che sono le responsabilità degli enti proprietari e quelle che sono le responsabilità gestionali». Una distinzione precisa che i presidi umbri chiedono a gran voce. Il dibattito in Anci va letto infatti anche tenendo a mente la protesta che da settimane i dirigenti scolastici regionali stanno portando avanti;  a Comuni e Province sono state chieste tutte le certificazioni e i capi degli istituti sono intenzionati a non aprire le scuole in caso le condizioni delle strutture non lo permetteranno. In una nota diffusa a margine dell’assemblea sindaci e presidenti fanno proprie le preoccupazioni dei dirigenti e ne condividono l’impegno sottolineando, al contempo, «il buon livello qualitativo della gran parte degli edifici scolastici della regione, compresa la loro sicurezza».

L’INSEDIAMENTO DELLA CABINA DI REGIA

L’incontro coi parlamentari Nel pomeriggio di lunedì intanto i presidi hanno incontrato, all’Ipsia di Piscille, i parlamentari eletti in Umbria; un appuntamento durante il quale è stata nuovamente chiesta la distinzione chiara dei ruoli (ai presidi la parte gestionale e organizzativa, agli enti proprietari la sicurezza), l’istituzione di figure intermedie tra dirigenti scolastici e docenti nonché l’«adeguamento dello stipendio in funzione del livello e valutazione economica delle responsabilità in capo al dirigente scolastico, anche in confronto con altre figure dirigenziali di pari livello all’interno del Ministero e di altri Ministeri e istituzioni». «La sicurezza degli edifici – ha detto a margine la deputata del gruppo Civici e innovatori Adriana Galgano – resta una questione da risolvere quanto prima. È indispensabile che le scuole abbiano i certificati previsti per legge e che a questi corrisponda un reale livello di sicurezza. Con un’interrogazione ho chiesto al ministro come intende intervenire sulle quattro priorità indicate».

Twitter @DanieleBovi

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