venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 20:19

Ecco le strade più pericolose dell’Umbria: sul Perugia-Bettolle record di incidenti per km

Lo studio dell’Aci: sul raccordo 1,83 sinistri per km e 94 feriti. A seguire la statale 75 Centrale Umbra e la Terni-Rieti

Veicoli incolonnati lungo il raccordo (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Il raccordo autostradale Perugia-Bettolle, la statale 75 Centrale Umbra e la Terni-Rieti. Sul podio delle strade più pericolose dell’Umbria in termini di numero di incidenti per km, ci sono queste tre arterie secondo i dati relativi al 2018 del Lis, il sistema di «Localizzazione degli incidenti stradali» dell’Aci; tre assi viari che sono tra i più trafficati della regione. Nel complesso sul raccordo sono stati registrati 72 incidenti nel 2018 (1,83 per km e 94 feriti), concentrati in particolar modo nel tratto che va da Corciano a Perugia e Ponte San Giovanni; sulla Centrale umbra i sinistri sono stati 41 (1,63 a km) con 73 feriti. Dopo le tre citate tra le altre ci sono la 675 Umbro-Laziale (1,26), la E45 (1,25), la Pievaiola (0,81), la Contessa (0,73) e così via. Sui 772 incidenti e 1.207 feriti totali registrati lungo le strade monitorate, ben 140 (203 i feriti) sono avvenuti lungo la E45, dove due persone hanno perso la vita.

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Le più pericolose Seguono la Flaminia (84 sinistri e 153 feriti), il già citato Perugia-Bettolle, la 71 Umbro Casentinese Romagnola con 42 incidenti e 65 feriti, la Centrale umbra, la 675 e il tratto autostradale della A1, dove i 37 incidenti hanno provocato 55 feriti e ben 4 morti (5 quelli lungo la Flaminia). Se si guarda invece a un altro indicatore, cioè all’Indice di gravità, i valori più alti tolte le strade dove si è verificato un solo incidente sono quelli che riguardano la A1 (6,78), la Contessa (10), la Flaminia, la 444 del Subasio (16,67), la 418 Spoletina (14,3) e la Marscianese (11).

LO STUDIO DELL’ACI

I numeri Spostando l’attenzione sull’intera rete viaria della regione, nel 2018 secondo lo studio dell’Aci, sono in leggero aumento sia il numero degli incidenti che quello dei feriti, in controtendenza con il lieve calo (rispettivamente -1,4% e -1,6%) registrato a livello nazionale. I sinistri nel 2018 sono stati 2.385 (+1%) e i feriti 3.400 (+1,4%), mentre i morti 48, lo stesso numero del 2017 (nel 2016 furono 35). Tra i deceduti, in larghissima maggioranza uomini, 21 avevano dai 30 ai 54 anni, 15 erano over 65 mentre sei avevano tra i 18 e i 29 anni; proporzioni sostanzialmente rispettate per quanto riguarda i feriti. Nove di loro erano pedoni e cinque avevano più di 65 anni. In tre casi su quattro i veicoli coinvolti – in tutto 4.267 -sono auto, seguite da moto e ciclomotori (10%) e veicoli commerciali (6,6%).

Poli urbani Dove accadono perlopiù gli incidenti? Oltre otto su dieci sono concentrati nei poli urbani, aree di cintura e comuni più vicini. In quelli delle aree interne invece, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai poli urbani, gli incidenti rappresentano il 17,7% del totale regionale. Quanto alle strade, si confermano le urbane quelle dove si verificano più scontri (1.250), anche se quelle extraurbane – complici le velocità nettamente maggiori – sono quelle dove si registrano più incidenti mortali (18 i deceduti). Gli incidenti, ovviamente, hanno anche degli importanti costi sociali: secondo l’Istat gli oneri economici che gravano sulla società a seguito delle conseguenze ammontano a circa 242 milioni di euro.

Twitter @DanieleBovi

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