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venerdì 28 gennaio - Aggiornato alle 06:24

E78 Grosseto-Fano, nuovo protocollo fra Umbria, Toscana e Marche: «Va completata con le 4 corsie»

Le Regioni tornano in pressing per accelerare il completamento di un’opera concepita negli anni Sessanta. Le novità

Un tratto della E78

di Daniele Bovi

Dopo decenni di ipotesi, promesse e lavori a singhiozzo – al termine dei quali appena il 50 per cento del tracciato è operativo – Umbria, Marche e Toscana tornano in pressing per il completamento della E78 Grosseto-Fano. I presidenti delle tre Regioni infatti sottoscriveranno un protocollo d’intesa che si pone una serie di obiettivi, tutti volti ad accelerare la realizzazione dei tratti mancanti; uno scopo per il quale nell’aprile scorso Massimo Simonini è stato nominato dal governo commissario straordinario.

Il patto Con il protocollo le tre Regioni «intendono attivarsi per farsi promotori presso il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili e l’Anas al fine di garantire in maniera coordinata il completamento della progettazione e della realizzazione della E78». In particolare Umbria, Marche e Toscana coopereranno per quanto riguarda la progettazione e la documentazione, e avvieranno un tavolo tecnico al Ministero «per definire termini e modalità di realizzazione dell’opera, anche per stralci e analoghe caratteristiche dimensionali lungo tutto il tracciato, in continuità con le quattro corsie già autorizzate nei lotti finanziati nel territorio della Regione Toscana e in parte in quello della Regione Umbria». Tra gli obiettivi principali c’è quindi quello di ottenere le quattro corsie lungo l’intero percorso nonché la progettazione e la realizzazione dei tratti mancanti che, per quanto riguarda l’Umbria, sono quelli dal confine regionale a Selci Lama e poi quelli che riguardano Pernacciano e la galleria della Guinza.

La storia L’idea di collegare il Tirreno all’Adriatico è nata negli anni Sessanta, durante i quali sono stati redatti alcuni progetti di massima. In tutto si parla di circa 270 km, dei quali il 65% in Toscana, il 30% nelle Marche e il 5% – pari a circa 25 km – in Umbria. I 6 km della galleria della Guinza – che dovrebbe collegare Mercatello sul Metauro a Pernacciano – sono il simbolo dell’opera incompiuta: dopo lavori per 500 miliardi di lire e quasi 15 anni di scavi (dai Novanta al 2004) la canna è al momento una sola e non è stati mai utilizzata (ma nel 2012 all’interno della galleria fu scoperta una segheria abusiva). Lavori che dovrebbero ripartire entro giugno 2022 dopo uno stanziamento di circa 90 milioni di euro. L’intero tracciato a fine luglio è stato poi dichiarato dal governo tra gli «interventi prioritari» per il settore strade e autostrade.

Il pressing Oltre che delle istituzioni, il pressing di cittadini e imprese che abitano e lavorano nelle zone interessate è forte. Nei giorni scorsi Confindustria Toscana sud ha organizzato ad Arezzo un appuntamento dedicato alla Due mari, parlando di possibile «punto di svolta». «L’impegno di Anas nel completamento dell’itinerario – ha spiegato in quella sede Marco Corazza di Anas – è quotidiano e costante, tutti i lotti sono in progettazione e alcuni di prossima realizzazione. La designazione del commissario straordinario, attento nell’individuazione di criticità e nella definizione delle opportune soluzioni, contribuirà a una forte accelerazione e snellimento delle procedure autorizzative». O almeno così si spera.

La piastra logistica Per quanto riguarda l’Umbria, la Regione spiega che il completamento porterà benefici anche per il settore della logistica, garantendo «un ulteriore rapido collegamento alla nuova piattaforma logistica dell’Alto Tevere». Proprio su questo fronte, lunedì a Città di Castello ci sarà la cerimonia di consegna delle chiavi alla Volpi trasporti, l’azienda altotiberina che, nei mesi scorsi, si è fatta avanti per la gestione dell’opera, progettata nel 2007 e per la quale sono stati spesi circa 21 milioni di euro.

Twitter @DanieleBovi

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