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mercoledì 7 dicembre - Aggiornato alle 17:11

Papa e il patto coi giovani: «Questa economia uccide, ne serve una di pace»

Per Francesco «la Terra brucia e non basta maquillage». Pontefice chiede «lavoro degno per tutti» poi il monito sulla «carestia della felicità»

Notizie Live
Ore 11.50

L’elicottero con a bordo Papa Francesco ha lasciato Assisi

Ore 11.48

Papa Francesco è salito sull’elicottero dopo aver salutato i vigili del fuoco che lo hanno assistito

Ore 11.32

Il Papa ad Assisi ha firmato «un patto» con i giovani economisti riuniti nell’evento Economy of Francesco. I giovani economisti, imprenditori, changemakers si impegnano davanti al Pontefice e costruire «un’economia di pace e non di guerra, un’economia che contrasta la proliferazione delle armi, specie le più distruttive, un’economia che si prende cura del creato e non lo depreda, un’economia a servizio della persona, della famiglia e della vita, rispettosa di ogni donna, uomo, bambino, anziano e soprattutto dei più fragili e vulnerabili, un’economia dove la cura sostituisce lo scarto e l’indifferenza, un’economia che non lascia indietro nessuno, per costruire una società in cui le pietre scartate dalla mentalità dominante diventano pietre angolari, un’economia che riconosce e tutela il lavoro dignitoso e sicuro per tutti, in particolare per le donne, un’economia dove la finanza è amica e alleata dell’economia reale e del lavoro e non contro di essi, un’economia che sa valorizzare e custodire le culture e le tradizioni dei popoli, tutte le specie viventi e le risorse naturali della Terra, un’economia che combatte la miseria in tutte le sue forme, riduce le diseguaglianze e sa dire, con Gesù e con Francesco, ‘beati i poveri». I giovani guardano anche ad «un’economia che crea ricchezza per tutti, che genera gioia e non solo benessere perché una felicità non condivisa è troppo poco».

Ore 11.21

«Vorrei lasciarvi tre indicazioni di percorso: guardare il mondo con gli occhi dei più poveri»; «la seconda, non dimenticatevi del lavoro e dei lavoratori, senza lavoro degno e ben remunerato i giovani non diventano adulti. A volte si può sopravvivere senza lavoro, ma non si vive bene. Perciò, mentre create beni e servizi, non dimenticatevi di creare lavoro, buon lavoro, lavoro per tutti»»; e, infine, «la terza: e l’incarnazione, chi ha saputo lasciare buona impronta è perché ha tradotto ideali in opere concrete», precisando «insieme al cuore e alla testa usate anche le mani».

Ore 11.16

«Stiamo facendo abbastanza per cambiare questa economia o ci accontentiamo di verniciare una parte senza cambiare la struttura?» ha domandato il Pontefice, per poi ricordare che «San Francesco non ha amato solo i poveri, ma anche la povertà. Seguendo Cristo si spogliò di tutti per essere povero tra i poveri. La prima di economia di mercato è nata nel Duecento in Europa a contatto coi francescani, che erano amici di quei mercanti, quell’economia creava ricchezza certo, ma non disprezzava povertà. Il nostro capitalismo invece vuole aiutare i poveri, ma non li stima».

Ore 11.14

Ancora Papa Francesco: «C’è un’insostenibilità anche nelle relazioni, che si stanno impoverendo, specie in Occidente. Il consumismo cerca di colmare il vuoto dei rapporti umani, con merci sempre più sofisticate, le solitudini sono un grande affare nel nostro tempo, ma così si genera una carestia di felicità». E ciò è stato messo in correlazione dal Pontefice con «l’inverno demografico» dietro cui si nasconde «la schiavitù della donna: una donna che non può essere madre perché, appena incomincia a sentire la pancia, la buttano fuori dal lavoro. Le donne incinta non le fanno lavorare»

Ore 11.12

«Anche la disuguaglianza inquina mortalmente il nostro pianeta» ha detto Francesco, aggiungendo «non possiamo permettere che le nuove calamità ambientali cancellino antiche calamità delle ingiustizie sociali e politiche».

Ore 11.11

Il Pontefice ha definito «eroe di oggi» un giovane di 25 anni, neo ingegnere, che non trovava lavoro ma ha respinto un’occupazione in un’industria che produceva armi.

Ore 11.09

Nel suo intervento il Papa ha anche affermato: «Dobbiamo accettare un principio etico universale che non piace: i danni vanno riparati. Se siamo cresciuti abusando di pianeta e atmosfera oggi dobbiamo fare sacrifici, altrimenti saranno figli e nipoti a pagare un conto troppo alto ingiusto. Occorre un cambiamento rapido e deciso, conto su di voi, per favore dateci l’esempio».

Ore 11.06

«Non mi sono fermato per cercare l’applauso, avevo bisogno di respirare» ha scherzato Papa Francesco durante una pausa che ha acceso il pubblico del Lyrick.

Ore 11.04

Sempre Francesco ha detto: «Non basta il maquillage, bisogna mettere in discussione modello di sviluppo. La situazione è tale che non possiamo aspettare prossimo summit internazionale. La terra brucia oggi ed è oggi che dobbiamo cambiare a tutti i livelli».

Ore 11.01

Nel suo intervento il Papa ha detto che «parlare di economia sembra una cosa vecchia, ora si parla di finanza che è gassosa, state attenti. Una volta una brava economista mi ha detto che ha fatto un’esperienza tra economia, umanesimo e religione, ha provato a fare lo stesso con finanza ma non è riuscita. Voi giovani con l’aiuto di Dio potete farlo. Vivete giovinezza in epoca non facile, crisi ambientale, pandemia e guerra in Ucraini e in altri paesi. La mia generazione non ha saputo custodire il pianeta e non stiamo custodendo la pace».

Ore 10.50

Papa Francesco ha preso la parola e ha detto ai giovani «voi siete chiamati a diventare artigiani e costruttori della casa comune, che sta andando in rovina. Una nuova economia ispirata a San Francesco di Assisi può essere un’economia amica della terra, un’economia di pace. Si tratta di trasformare l’economia che uccide a una della vita».

Ore 10.11

Improvvisamente Papa Francesco è intervenuto durante l’intervento di una giovane. Prima senza microfono dovrebbe aver detto «siete una bella scommessa» e poco dopo ha nuovamente preso la parola, ma a quel punto gli è stato fornito il microfono. Il Lyrick si è subito fatto sentire con un grande applauso: «Io dicevo che se non avete niente da dire, almeno fate chiasso».

Ore 9.59

Sul palco del Lyrick è si alternano diversi giovani, che recitano poesie e passi del Vangelo sulla libertà e sulla fratellanza, accompagnati da musica e performance di danza anche aerea.

Ore 9.52
Ore 9.51

Il video dell’arrivo in elicottero del Papa

Papa arrivato ad Assisi per ‘Economy of Francesco’

Ore 9.48

Papa Francesco accolto nel teatro con un caloroso applauso e un coro in spagnolo e italiano ‘Viva il Papa’

Ore 9:40

Papa Francesco dopo aver scattato alcuni selfie coi giovani è poi entrato, in sedie a rotelle, all’interno del Teatro Lyrick che ospita ‘The economy of Francesco’. All’appuntamento partecipano ragazzi e ragazze provenienti da 100 diversi Paesi, che si sono dati appuntamento ad Assisi per disegnare una nuova economia mondiale. Lo faranno licenziando un documento conclusivo che sarà firmato da Papa Francesco.

Ore 9:39

Papa Francesco ha poi salutato la delegazione dei giovani provenienti dai vari continenti e il vescovo Domenico Sorrentino. Un ragazzino è quasi letteralmente corso incontro al Papa prima che il Pontefice venisse aiutato ad alzarsi dalla sedia a rotella. Reazione espressiva divertita da parte del Papa sorpreso dalla calorosa accoglienza del piccolo.

Ore 9:35

Il Pontefice ha salutato i bambini che lo hanno accolto con un caloroso coro che intona ‘Papa Francesco’

Ore 9:33

Papa Francesco è arrivato ad Assisi. Atterrato l’elicottero con il Pontefice.

È atteso per la sesta volta ad Assisi, l’ottava in Umbria, il Papa che ha eletto questa nostra terra come sua seconda casa. Questa volta, contrariamente a tutte le precedenti visite, Papa Francesco caratterizza questo appuntamento attorno ai giovani e a una nuova economia scritta da loro, dopo una elaborazione durata 3 anni, tra economisti ed esperti da tutto il mondo.

Il messaggio Prende il nome di ‘The economy of Francesco’ l’appuntamento ma anche il documento che il Papa firma al Lyrik di Assisi, un patto con le nuove generazioni, in linea con le sue due encicliche ‘Laudato si’ e ‘Fratelli tutti’, per prendersi cura del pianeta e dei suoi abitanti. E per fare in modo che l’economia possa avere un’anima dentro. E’ una Assisi diversa da quella della prima visita di Francesco nel 2013, ma anche dall’ultima. La pandemia, che non l’ha fermato per il suo consueto rientro in questa sua seconda residenza, come accaduto nel 2021, ma soprattutto la guerra in Ucraina, segnano un passaggio storico che inciderà sul suo messaggio e sui segni che vorrà lasciare nella città che gli ha dato il nome e la missione di pontefice. Qui è tornato per un messaggio di pace al mondo, incontrando esponenti delle altre religioni. Qui si è abbracciato anche con il patriarca Kirill, o Cirillo I, arcivescovo ortodosso russo, sedicesimo patriarca di Mosca e di tutte le Russie, dopo la lunga freddezza tra le due chiese, che oggi è tanto distante dal pensiero di Papa Francesco quanto vicino a quello di del presidente Putin.

LE PRECEDENTI VISITE DEL PAPA AD ASSISI

L’arrivo Papa Francesco lascia il Vaticano alle 9 per atterrare nel piazzale vicino al Palaeventi e spostarsi in auto fino al vicino teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli. Ad accoglierlo all’esterno ci saranno tre giovani di EoF e il vescovo Sorrentino, mentre all’interno del teatro riceverà il saluto del Cardinale Michael Czerny, prefetto del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, delle massime autorità civili, i membri del Comitato organizzatore, i rappresentanti delle famiglie francescane e della Pro Civitate Christiana. Il Pontefice, alle 10, raggiunge il palco dove, dopo un momento artistico-culturale, riceve il benvenuto,e ascolta otto testimonianze di giovani da tutto il mondo. A seguire, il Santo Padre terrà il suo discorso e siglerà il Patto con i giovani di Eof.

Le visite ad Assisi e in Umbria Se sono 6 le occasioni delle visite di Papa Francesco ad Assisi, sono 8 quelle in Umbria, la quinta è stata ad Assisi il 12 novembre del 2021, quella precedente, risale all’11 gennaio 2019, quando a sorpresa si è presentato alla porta del monastero di Santa Maria in Vallegloria a Spello, suonando al campanello delle suore clarisse. Quella ancora prima, risale all’ottobre 2016, quando ha visitato le aree terremotate e in particolare quella di San Pellegrino, frazione di Norcia gravemente colpita dal sisma. Ancora ad Assisi nel settembre del 2016, e un mese prima il 4 agosto. Sempre ad Assisi a novembre e a ottobre del 2013.

Il piano Già da venerdì sera non si può parcheggiare a Santa Maria degli Angeli in tratti di via Manzoni, via di Valecchie, via Santa Maria Maddalena, via D’Annunzio (tratto da via Santa Maria Maddalena all’attraversamento pedonale rialzato posto di fronte «I Portali»), via Fogazzaro. Sabato è previsto il divieto di circolazione dalle 5 sino al termine dell’evento per tutti i veicoli su tutta l’area circostante il percorso del Papa. E’ stata disposta la sospensione temporanea delle attività commerciali e delle occupazione di suolo pubblico dalle 5 sino al termine della manifestazione, delle attività che insistono in via D’Annunzio (tratto da via Santa Maria Maddalena a via Fogazzaro), via Fogazzaro (limitatamente alle attività che insistono all’interno del parcheggio di fronte la «bocciofila»). E’ anche interdetta ogni forma di commercio itinerante lungo il percorso della manifestazione per l’intera giornata di sabato. Infine, per disposizione delle autorità e quindi per esigenze di ordine e sicurezza pubblica sono disposte inoltre limitazioni per i cantieri stradali installati lungo l’itinerario del corteo, con rimozione e chiusure.

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