martedì 23 luglio - Aggiornato alle 20:21

Liste d’attesa in Usl e ospedali, il piano dettagliato: ambulatori fino alle 22 e chi non si presenta paga il ticket

La Regione vara un percorso triennale con decalogo da applicare entro due mesi. Paparelli: «Modo migliore per scusarsi coi cittadini»

Paparelli e Bartolini presentano il piano

di Ivano Porfiri

«Oltre alle scuse ai cittadini per le cose che sono emerse in questi giorni, crediamo che il modo migliore di scusarsi sia di prendere iniziative per migliorare ancora di più un sistema sanitario già di eccellenza, come riconosciuto anche dal ministro Giulia Grillo e dal commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Antonio Onnis». Il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, presenta così il piano triennale per l’abbattimento delle liste di attesa, in parte anticipato da Umbria24 e varato lunedì scorso dalla giunta di Palazzo Donini. A concludere il lavoro, impostato dall’ormai ex assessore Luca Barberini e dalla presidente dimissionaria Catiuscia Marini, è stato l’attuale assessore alla Salute Antonio Bartolini.

CONCORSI E NOMINE: PRIMI PROVVEDIMENTI

Dieci punti Bartolini ha sottolineato come il punto di riferimento per la declinazione su scala regionale del piano nazionale per l’abbattimento delle liste di attesa, rafforzandolo, sia stata l’Emilia Romagna. «Mi sono confrontato più volte col presidente Bonaccini e mi ha detto che loro hanno ottenuto risultati con due interventi: in primis l’assunzione di personale insieme all’istituzione di collaborazioni specifiche e poi con l’effetto dissuasivo verso chi prenota e poi non si presenta alle prestazioni, ad oggi circa il 7% degli utenti». Da qui si è partiti arrivando a un piano in dieci punti, finanziato con 6,4 milioni da qui al 2021, da rendere operativo entro 60 giorni.

Tempi e orari Per tutte le prestazioni sanitarie vengono stabiliti tempi massimi, secondo la classe di priorità indicata dai medici che prescrivono, comunque nel distretto di assistenza e presidi ospedalieri più vicini: 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami strumentali. Per le visite successive a decidere è lo specialista: “urgente” entro 72 ore, “breve” entro 10 giorni, “differibile” entro 30 giorni per visite e 60 per accertamenti diagnostici, “programmata” entro 120 giorni. Per i ricoveri, a seconda della classe di priorità, si può andare da entro 30 giorni per i casi più gravi a entro un anno per quelli programmabili meno gravi. Per abbattere le liste d’attesa, in caso accumulo, è previsto l’orario prolungato dei laboratori fino alle 22 anche nel fine settimana. Alle aziende si dà poi la possibilità di rimodulare il budget e assumere personale, come anche di applicare sistemi incentivanti.

Chi non si presenta paga Verrà anche adeguato il sistema Cup ampliando i servizi telefonici e telematici per le prenotazioni. Ma soprattutto viene stabilito che chi prenota e, senza disdire, non si presenta all’appuntamento, pagherà lo stesso il ticket. Così come chi non ritirerà il referto, anche se esente, dovrà sborsare per intero l’importo per la prestazione.

Intramoenia si può sospendere Il decalogo prevede poi la gestione trasparente e la totale visibilità di tutte le Agende di prenotazione delle strutture pubbliche e private accreditate, così come di chi effettua intramoenia. E proprio sull’intramoenia, in caso di lista di attesa, viene sospesa l’attività intramuraria (salvo gli appuntamenti già presi) fino allo smaltimento dei pazienti del canale pubblico.

Manager e difensore civico Dal punto di vista della governance, ogni azienda Usl individua un manager referente sanitario per ciascun distretto che farà da punto di riferimento per la gestione delle liste di attesa. Oltre al manager, per il cittadino ci sarà la possibilità di rivolgersi al difensore civico, col quale la Regione sta stilando un protocollo d’intesa, per lamentele o segnalazione di disservizi.

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