sabato 8 agosto - Aggiornato alle 16:11

Due ingegneri umbri sviluppano il robot per le sanificazioni anti Covid 19

Giogli e Caldari hanno completato i test operativi e il dispositivo è pronto per entrare in produzione. Bacchetta: «Straordinari»

Bacchetta con gli ingegneri Giogli e Caldari

Un robot di 80 chilogrammi capace di muoversi con il suo carico di lampade a radiazione uvc per la sanificazione. Si chiama Futura steryl king ed è l’invenzione di due ingegneri di Città di Castello,  Giancarlo Caldari di 58 anni e Giovanni Giogli di 60 anni, che durante il lockdown hanno progettato e realizzato il prototipo, uno tra i primi nel suo genere in Italia, praticamente pronto a entrare in produzione. A ispirare l’invenzione, naturalmente, la necessità di sanificare ampie superfici scaturita dall’epidemia del coronavirus, «oltre naturalmente la conoscenza approfondita di tecnologie avanzate e dei sistemi disponibili sul mercato, che ci ha permesso in poco più di un mese di sviluppare il nostro prodotto» hanno spiegato i due tifernati, aggiungendo che «il robot mobile che abbiamo scelto è un prodotto industriale affidabile, affermato che muoveva i suoi primi passi circa un decennio fa».

Robot per sanificazioni Al momento il robot è concepito per avere almeno due ore di autonomia “luminosa” e molte di più di autonomia motoria, «ma naturalmente – hanno detto Caldari e Giogli – stiamo potenziando le batterie destinate all’illuminazione per arrivare alle 3-4 ore di autonomia ed in ogni caso il sistema è in grado di ricaricare da solo le batterie presso la stazione predisposta e che fa parte del sistema». Secondo i due ingegneri di Città di Castello «è importante rilevare che anche se non si raggiungono livelli di sterilizzazione da sala operatoria, negli ambienti come uffici, supermercati, magazzini, linee di produzione si ottengono risultati  migliori della normale sanificazione a mano». Sabato mattina, al termine degli ultimi test operativi, il sindaco Luciano Bacchetta ha fatto visita al laboratorio dell’azienda, parlando poi di «un’ulteriore testimonianza della «straordinaria capacità di inventare, progettare e realizzare sistemi e macchinari innovativi, come nel caso di questo robot avveniristico, che premia la caparbietà e la capacità degli ingegneri Caldari e Giogli, espressione del tessuto imprenditorale e manageriale altotiberino, che in diversi settori produttivi si ritaglia spazi autorevoli nei mercati nazionali ed internazionali».

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