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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 22:41

Droga e dipendenze, Cnr e osservatorio europeo guardano Terni

Appello del socioterapeuta Trivelli: «Occasione da non perdere. No al provincialismo delle istituzioni, serve serietà»

dott. Giulio Trivelli (foto Leonardo Zen)

di M. R.

Il 2020 per il territorio ternano non sarà ricordato solo per la pandemia di Covid-19, ma anche e soprattutto per la morte di giovanissimi, legata alla droga: Flavio, Gianluca, Maria Chiara. I loro nomi restano scolpiti nella memoria, le circostanze in cui hanno perso la vita sono indimenticabili, diverse le iniziative per ricordare le loro brevi esistenze «eppure – denuncia il sociologo Giulio Trivelli – quando cala l’attenzione mediatica, sembra affievolirsi anche l’impegno istituzionale, affetto da un provincialismo che tende a tenere certi fenomeni scomodi, certi problemi, lontano dall’opinione pubblica».

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Flavio, Gianluca e Maria Chiara morti per droga In un video realizzato per Umbria24, il socioterapeuta esperto in disagio giovanile e tossicodipendenze, racconta di aver toccato con mano proprio questo, nell’ambito del progetto che lui stesso promuove nelle scuole, ‘Eskere’: «Grazie a questa iniziativa sono entrato in contatto con il Cnr, ovvero il consiglio nazionale delle ricerche e l’Emcdda, cioè l’osservatorio europeo sulle droghe e le dipendenze, che hanno dato a Terni la possibilità, attraverso il questionario che sottopongono ai giovani dell’Ue, di estendere il campione di intervistati per avere una fotografia statistica accurata sulle dipendenze tra i ragazzi della città, ma sto riscontrando difficoltà affinché questo avvenga ed è davvero un peccato perché l’emergere della verità non può che fare bene ad una comunità» ,come a dire che sulla base di quella si può ricalibrare una certa politica giovanile, di prevenzione, attenzione e cura del disagio dei minori e di tutte le sue manifestazioni.

«PER DROGARSI BASTA LA PAGHETTA»

Droga e dipendenze Nell’augurare buone feste, Trivelli raccomanda ancora una volta a tutti di prestare massima attenzione ai giovani, soprattutto in questo periodo di festività, generalmente segnato da una certa malinconia che fa andare già di corda, ed è così soprattutto adesso che i rapporti sono sempre più mediati da uno schermo per via delle restrizioni per Covid-19. Condizioni, spiega l’esperto, che stanno facendo riemergere anche l’hikikomori e le dipendenze da videogiochi.

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