lunedì 25 settembre - Aggiornato alle 06:32

Dopo 8 anni di inadempienza il consiglio regionale nomina il garante dei detenuti: è il professor Fiorio

Il professor Carlo Fiorio

di D.B.

Dopo otto anni dalla legge regionale del 2006 che lo istituiva, il consiglio regionale martedì è riuscito ad eleggere il garante dei detenuti. Con 21 voti a favore (due schede bianche e un astenuto), ovvero i due terzi dell’aula, alla quarta votazione ce l’ha fatta il professor Carlo Fiorio: nato a Torino nel 1965, è avvocato e iscritto nell’Ordine di Perugia, dove insegna Diritto processuale penale. Per conto del dipartimento di Giurisprudenza cura da anni lo ‘Sportello legale dei diritti’, un servizio che, con la partecipazione dei laureandi, offre assistenza e consulenza ai detenuti, in particolare a quelli in condizioni di grave disagio economico. L’elezione è stata possibile grazie alla modifica della legge (voluta dall’Idv e poi firmata da Prc e Pd) arrivata nel gennaio scorso con la quale viene eliminato, dalla quarta votazione, l’obbligo della maggioranza qualificata dei due terzi. Obbligo comunque raggiunto martedì al quarto tentativo.

Orizzonte limitato In più con la modifica la nomina viene fatta attingendo da una sorta di albo di dieci nomi, «sottraendola così – commenta in una nota Oliviero Dottorini, Idv – alle spartizioni partitiche, conferendo a questa figura la terzietà e l’autorevolezza necessarie per svolgere al meglio un compito di grande importanza». Compito di grande importanza ma con un orizzonte limitato: a gennaio infatti i consiglieri hanno deciso di apportare un’altra modifica, in base alla quale si stabilisce che il garante resterà in carica fino alla fine di questa legislatura, che terminerà nella primavera del 2015. Per quanto riguarda il compenso invece, il professor Fiorio potrà guadagnare al massimo fino al 20% dell’indennità di un consigliere.

Dottorini: finalmente «Finalmente – commenta Oliviero Dottorini, Idv – l’Umbria si allinea alle altre regioni d’Italia e istituisce una figura di garanzia fondamentale per la vita e la dignità di chi è sottoposto a misure restrittive. Siamo convinti che il professor Carlo Fiorio saprà rappresentare un faro puntato su una realtà di grande disagio in cui a volte la dignità delle persone risulta seriamente compromessa. Il fatto che sia stato eletto con la maggioranza qualificata dei due terzi dà ancora maggiore valore a una scelta che per troppo tempo è stata oggetto di veti contrapposti e oggi, come da sempre abbiamo auspicato, trova una soluzione al di là delle spartizioni partitiche o di schieramento».

Esultano i Radicali Esultano anche i Radicali perugini: «Adesso – scrivono in un comunicato Andrea Maori e Michele Guaitini, segretario e tesoriere di Radicaliperugia.org -, di fronte all’emergenza-carcere per cui l’Italia è condannata in tutte le sedi internazionali per le condizioni disumane e degradanti in cui vengono tenuti i detenuti, questa figura risulta molto importante, perché deve svolgere un ruolo di collegamento tra le varie figure del mondo carcerario e con l’opinione pubblica in grado di risolvere spesso problemi molto concreti. Ringraziamo i consiglieri Dottorini e Stufara per la determinazione che hanno saputo tenere dentro il consiglio regionale per questa battaglia di civiltà».

Stufara e Casciari «Auspichiamo – dice invece Damiano Stufara, Prc – che questo importante passaggio segni l’apertura di una nuova fase nell’individuazione delle politiche di tutela delle persone in condizione di detenzione, riconoscendo quella domanda di dignità che già 8 anni fa, con l’approvazione della Legge regionale da me promossa nella passata legislatura per l’introduzione della figura del garante, avrebbe potuto trovare risposta. Il tempo non torna indietro; ancor meno può sanare tutte quelle ferite che in esso vengono aperte dall’indifferenza e dalla rimozione esercitate da quanti hanno finora negato la drammaticità della condizione delle carceri italiane». «L’auspicio – scrive poi l’assessore alle Politiche sociali Carla Casciari – è che il garante incaricato contribuisca ad arricchire e a favorire il buon andamento del lavoro che la Giunta regionale, insieme con tutte le istituzioni interessate, svolge per migliorare la qualità della vita carceraria, per qualificare e strutturare percorsi che possano portare ad un pieno reinserimento lavorativo e sociale dopo il carcere e per garantire la tutela dei diritti essenziali delle persone detenute».

Twitter @DanieleBovi

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