mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:36

Don Matteo, da Regione 679 mila € per video promozionali: botta e risposta Marini-Smacchi

La presidente Marini con Terence Hill (foto Fabrizi)

di C.F.
Twitter @chilodice 

Fa discutere. L’accordo da 679 mila euro siglato dalla Regione con Rai e Lux Vide, casa di produzione di Don Matteo, per la realizzazione e trasmissione di 13 pillole video girate in diversi territori dell’Umbria non è passato inosservato. Specie a Gubbio, dove ancora la ferita causata dal trasferimento a Spoleto del prete detective brucia ancora.

Smacchi: «A Gubbio iniziativa mal interpretata» Tant’è che il consigliere regionale Andrea Smacchi, eletto proprio dalla città dei Ceri, venerdì mattina ha depositato un’interrogazione alla giunta guidata dalla presidente Catiuscia Marini per «conoscere in maniera approfondita le risorse impegnate e i particolari dell’operazione, perché – dice – l’iniziativa sta provocando interpretazione distorte nella comunità eugubina».

La conferenza di Bracco e Cecchini Prima della risposta di palazzo Donini, però, a fornire i chiarimenti del caso saranno direttamente l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini e quello al Turismo Fabrizio Bracco che, per martedì prossimo, hanno convocato una conferenza ad hoc per illustrare i termini dell’accordo siglato che, oltre alle 13 pillole video comprende anche precisi riferimenti a eccellenze enogastronomiche del territorio che saranno inserite in cinquanta scene delle sceneggiato.

L’operazione Sui particolari dei costi Umbria24, a margine della conferenza stampa Rai, aveva chiesto lumi all’assessore Cecchini che ha, quindi, riferito di un contratto dal valore di 679 mila euro, Iva compresa, finanziato per 526 mila euro con fondi del Psr, Programma di sviluppo rurale, e per i restanti dall’assessore al Turismo attraverso risorse inseriti in altri capitoli di spesa.

Ciccone: «No comment» L’operazione non è sfuggita ad Arianna Ciccone, fondatrice del Festival internazionale del giornalismo che, dopo l’animato confronto con le istituzioni umbre per il sostegno all’edizione del 2014 (che sarà realizzata senza contributi pubblici), ha postato sulla propria bacheca Facebook la notizia commentandola con un semplice «no comment».

Marini: promuoviamo tutta l’Umbria Alle polemiche la presidente risponde così: «L’esclusivo interesse della Regione Umbria è che – scrive in una nota -, al termine della trasmissione della nuova serie di una fiction popolarissima e amata come ‘Don Matteo’, l’Umbria intera abbia potuto essere promossa come merita e sia anch’essa la più amata dagli italiani. Lo sceneggiato televisivo, che ha riscosso grande successo anche a livello internazionale rappresenta uno straordinario veicolo promozionale di cui abbiamo inteso avvalerci. Voglio precisare, a questo riguardo, che la Giunta regionale da me presieduta è stata contattata dalla Rai e dalla Lux Vide soltanto dopo l’autonoma decisione della casa produttrice di spostare la ‘location’ in cui realizzare lo sceneggiato. Tale scelta è stata assunta, come ovvio che fosse, dalla Lux Vide nella sua autonomia, in base a valutazioni che attengono alle sue strategie. Solo successivamente a tale decisione, la Regione Umbria ha ricevuto da Rai Fiction e dalla stessa Lux Vide una proposta di promozione dell’Umbria. Sviluppando questi contatti abbiamo quindi definito una formula di promozione che mirasse, come più volte ci è stato giustamente sollecitato anche dalle associazioni di categoria e dagli operatori turistici umbri, a promuovere l’Umbria e i luoghi dell’Umbria attraverso una fiction come ‘Don Matteo’ che riesce a rappresentare al meglio il fascino e la bellezza della nostra Umbria nel suo insieme».

Giusta direzione «I dati degli ascolti delle prime due puntate andate in onda ieri sera su Rai 1 – prosegue la presidente – con picchi di quasi 8 milioni e mezzo di telespettatori e di oltre il 33 per cento di ‘share’, sono la dimostrazione di quanto la formula scelta, le ‘pillole’ di tre minuti che precedono lo sceneggiato – il cui costo è ben lontano da quello di uno spot nella stessa fascia oraria di prima serata – e l’inserimento di immagini nella fiction che richiamano l’Umbria, le sue tradizioni enogastronomiche, il patrimonio culturale, turistico e ambientale, vada nella giusta direzione, anche in rapporto ai costi della stessa attività promozionale. È la casa produttrice – ribadisce la presidente – che autonomamente decide luoghi e immagini per la realizzazione delle attività di promozione. Ciò che a noi interessa è che, al termine della trasmissione di queste ventisei puntate, l’Umbria abbia potuto essere promossa in maniera efficace in tutto il suo territorio e nelle sue eccellenze».

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