mercoledì 21 agosto - Aggiornato alle 00:49

Diciotto incidenti con animali in tre mesi: a Piegaro montato il nuovo sistema radar

A richiederne l’installazione lungo la provinciale 340 è stato il Comune, il sindaco: «Quel tratto è molto pericoloso»

L'impianto montato

È stato montato nei giorni scorsi a Piegaro lungo la strada provinciale 340, all’altezza della centrale di Pietrafitta, l’impianto grazie al quale si punta alla riduzione del numero di incidenti tra veicoli e fauna selvatica. Lungo quel tratto sono stati ben 18 negli ultimi tre mesi gli scontri di questo tipo: non solo cinghiali, ma anche caprioli, lepri, tassi, volpi e cani, che specie nei periodi degli amori o quando sono in cerca di acqua, si trovano ad attraversare questa strada. Nell’intera provincia di Perugia invece, si stima che circa 15 mila animali all’anno muoiano nel tentativo di attraversare una strada. Il trend purtroppo non accenna a diminuire e le specie coinvolte spesso sono di altissimo valore conservazionistico: ad esempio, lupi, orsi, caprioli e civette, popolazioni in alcuni casi prossime all’estinzione. Da qui la richiesta partita dal Comune di Piegaro e accolta dalla Provincia di Perugia di installare lungo la 340 dei dissuasori dotati di tecnologia radar che da anni vengono sperimentati, con ottimi risultati, in altri punti critici della viabilità regionale.

Come funziona L’impianto, il quarto di questo tipo in Umbria (gli si trovano al Trasimeno lungo la regionale 599, a Trestina lungo la provinciale 105 e lungo la Flaminia tra Scheggia e Costacciaro), è stato installato nell’ambito del progetto «Life strade». Un sensore radar doppler registra il passaggio di un animale e trasmette l’informazione a una centralina elettronica. Questa provoca l’attivazione di un segnale di allerta, con luce intermittente, per i guidatori, invitandoli a ridurre la velocità fino a un livello ottimale. Un sensore radar registra se l’automobile in questione rallenta fino a una velocità desiderata. Se l’automobile rallenta, il sistema si ferma. In caso opposto, il radar trasmette un segnale alla centralina, che provoca l’attivazione di un sistema di dissuasione ottica e/o acustica per l’animale, mettendolo in fuga.

Un tratto pericoloso Il sistema è datato di una serie di sensori di funzionamento collegati a una piattaforma informatica, che permettono il controllo e monitoraggio a distanza dell’intera rete, consentendo un immediato intervento in caso di errato funzionamento. Nei punti interessati vi sono specifici cartelloni che segnalano la presenza e il funzionamento del sistema di prevenzione. «Questo era un tratto altamente pericoloso – spiega il sindaco Roberto Ferricelli – e siamo soddisfatti che la Provincia abbia messo in campo queste nuove tecniche per diminuire il rischio, seppure un certo margine rimanga sempre. Il nostro Comune ha contribuito mettendoci delle risorse derivanti dalle sanzioni». «La Provincia – spiega Erika Borghesi, consigliera con delega alla viabilità – è una delle poche in Italia ad aver sperimentato e creduto in questo progetto. Speriamo che l’ente possa contare su risorse sufficienti per acquistarne altri».

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