domenica 29 marzo - Aggiornato alle 17:13

Dichiarazioni shock a Gubbio, maestra leghista: «In Africa magari Coronavirus»

Frasi scandalose da componente Commissione Pari opportunità e presa di posizione del Comune

di Maurizio Troccoli

«Magari che ci metta lo zampino il Coronavirus», questa la frase che Sabina Venturi, maestra dell’infanzia e consigliere comunale con la Lega di Salvini, alle elezioni amministrative di Gubbio, ha scritto sotto un post che riportava una fake news dal titolo: «Coronavirus è arrivato in Africa: ‘Moti casi’, ora è allarme barconi». L’articolo è stato pubblicato da uno dei tanti noti siti di fake news, poi condiviso da un cittadino di Gubbio e commentato da Sabina Venturi che, oltre ad occuparsi di educazione infantile alla scuola dell’infanzia con bambini dai 3 anni, è stata candidata a Gubbio con la Lega di Salvini e, dopo le elezioni vinte da centrosinistra, è stata nominata nella Commissione pari opportunità. Le sue frasi hanno sconvolto molti utenti della rete, che prontamente le hanno risposto. Tra i tanti: «C’è proprio da sbellicarsi dal ridere…battutona direi!!!», «Ma si vergogni. Almeno un po’». «Unico caso accertato in Egitto…non perdete mai occasione per “allertare” con informazioni…chissà come mai?!», «In Italia esiste un virus peggio del CORONAVIRUS, sai come si chiama! INDIFFERENZA, IGNORANZA, CATTIVERIA».

Le scuse Arriva quindi la risposta di Sabina Venturi: «Mi scuso tanto pubblicamente per ciò che ho detto, ho esagerato, e scritto cose di cui non penso, amo gli animali figuriamoci gli esseri umani. A volte scorrendo le pagine di faacebuk trovo furti, violenze e tutto ciò mi manda in tilt…questa volta ci sono andata davvero.. Scusatemi, non è da me, ho reagito con parole pesanti, insensate».

Le risposte Mentre continuano le risposte anche alle sue scuse: «Troppo facile…chieda scusa lunedì mattina ai numerosi padri o madri di origine africana che qui a Semonte accompagnano i loro bambini…magari la prossima volta si arrabbierà e inveirà perché parlano poco italiano, come del resto è già successo…forse dovrebbe tacere e non arrampicarsi sugli specchi, limitando così la figura meschina che ha fatto!!!»

Ancora chiarimenti Sabrina Venturi scrive ancora: «Mi scusi , sono Sabina Venturi, ha perfettamente ragione, è ho scritto pubblicamente le mie scuse, forse odio la violenza e mi sono fatta prendere dai post, che pubblicano di violenze e furti di queste persone. So che non mi crederà ma sono molto dispiaciuto dell accaduto. Tengo inoltre a farle sapere che non sono un insegnante della primaria ma dell’infanzia, opero con bambini di 3 anni a cui non potrei certo trasmettere nulla. Oltre a ciò ho molti bambini stranieri e famiglie di cui ho sempre aiutato e che mi adorano e adoro, ripeto non so cosa mi ha preso leggendo post di violenza ho reagito con rabbia, scusi, scusate ancora, perdonatemi, comunque ho ripubblicato il post con le mie scuse pubbliche, anche se è una bella lezione per me, buona giornata».

Ulteriori scuse E ancora: «Chiedo umilmente scusa come persona, ho sbagliato, ho dato ora le mie dimissioni dal partito, di cui non c’entra nulla e non deve essere coinvolto, mi allontano da tutto ciò che rappresento. I sbagli si pagano, ma umanamente non sono quello che forse sono apparsa ai suoi occhi, mi scuso di nuovo».

La nota del Comune Interviene quindi il sindaco di Gubbio con una dichiarazione congiunta dell’intera Giunta eugubina: «Siamo venuti a conoscenza di una dichiarazione inqualificabile da parte di un’ insegnante, nonché consigliera di parità, intervenuta sul social Facebook che, se confermata, rappresenterebbe un fatto gravissimo, un pensiero generale non conciliabile con il ruolo di docente ne’ con quello di rappresentante di un’istituzione. Come amministrazione non possiamo e non vogliamo esimerci dal prendere nettamente le distanze, in maniera inequivocabile dal contenuto del commento. Una volta accertati i fatti, assumeremo tutte le iniziative e le misure necessarie volte anche a tutelare gli studenti e tutti i docenti che ogni giorno, anche a costo di enormi sacrifici, permettono alla scuola italiana di svolgere il suo fondamentale ruolo educativo. Dalla scuola in primis deve propagarsi il monito universale della pace e dell’antirazzismo, contro ogni intolleranza, ogni omofobia e discriminazione, nell’accoglienza reciproca di tutti, nella valorizzazione delle diversità, dall’omosessualità alle differenze di genere e a tutte le prerogative interreligiose e le caratteristiche culturali. Rifiutiamo convintamente ogni tipo di discriminazione e di politica dell’odio in un mondo che necessita di pace a livello sociale ed istituzionale, locale e globale».

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