mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:09

Diabete Mellito: quello di Perugia riconosciuto come Centro di eccellenza internazionale

Il plauso del Parlamento europeo e la testimonianza di Monica Priore

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Il modello umbro è preso ad esempio dal Parlamento europeo per la gestione di diagnosi e terapia del diabete mellito di tipo 1. Nel corso di un incontro che si è svolto mercoledì 6 giugno a Bruxelles e al quale hanno partecipato professionisti, infermieri di diabetologia e rappresentanti di associazioni di pazienti, Geremia Bolli, direttore della struttura complessa di Medicina interna dell’ospedale di Perugia, ha evidenziato le forti discrepanze che esistono nei paesi europei nel trattamento della malattia in crescita esponenziale, dovuta anche a errati stili di vita della popolazione.

Bolli «E’ necessario – ha detto Bolli nell’incontro organizzato dall’europarlamentare italiano Nicola Caputo -, poter fare affidamento a centri come quello realizzato presso la struttura che ho l’onore di dirigere, dedicati esclusivamente al diabete tipo 1, sia in campo pediatrico che del paziente adulto. Le strategie della prevenzione – ha sottolineato Bolli- vanno concordate ai livelli più alti per limitare la continua ascesa degli alti costi assistenziali». Al convegno ha partecipato anche Monica Priore, la giovane nuotatrice affetta da diabete tipo 1 già in età pediatrica, che da anni riceve proprio a Perugia la migliore assistenza, che le ha permesso di realizzare progetti importanti a dimostrazione dell’utilità dello sport nella lotta contro il diabete: «Ho sempre sostenuto di aver trovato nel centro diretto da Bolli competenza e umanizzazione straordinarie. Le mie performance sono state possibili perché oltre alle terapie mediche ho ricevuto una assistenza psicologica importante ed anche anche a Bruxelles ho voluto ribadire come i pazienti debbano poter contare su percorsi assistenziali dedicati che poggiano su un tempestivo riconoscimento della patologia attraverso rapide diagnosi, e ponendo risalto sulle differenze sostanziali tra diabete mellito di tipo 1 e tipo 2, e realizzare centri qualitativamente importanti».

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