martedì 20 novembre - Aggiornato alle 16:46

Diabete, all’ospedale di Terni uno studio clinico da un milione di dollari senza precedenti al mondo

Ecco un’efficace alternativa alle terapie mediche tradizionali per la cura del diabete mellito di tipo 2: la chirurgia bariatrica (dell’obesità) mininvasiva, che potrebbe rivoluzionare la terapia e modificare definitivamente la storia naturale di questa malattia largamente diffusa, ad oggi ancora incurabile. Allo studio Esinodop trial (Early sleeve gastrectomy in new onset diabetic obese patients), coordinato dal direttore del dipartimento di chirurgia dell’apparato digerente e di gastroenterologia Amilcare Parisi, partecipa anche la struttura di Diabetologia diretta dal dottor Giuseppe Fatati e la struttura di diabetologia dell’ospedale Sandro Pertini di Roma diretta dal professor Sergio Leotta. Si tratta di uno studio no profit finanziato unicamente per il supporto delle spese per la conduzione della ricerca senza fini di lucro.

Sleeve gastrectomy laparoscopica Questo il nome dell’operazione chirurgica vero motore dello studio di ricerca. Si tratta di un intervento chirurgico mininvasivo veloce, tra i più sicuri nel campo della chirurgia dell’obesità e che richiede solo 3 o 4 giorni di ricovero in ospedale. Oggi viene già utilizzato con l’intento di migliorare il diabete tipo 2 in pazienti obesi, ma viene preso in considerazione solo come ‘ultima spiaggia’, dopo il fallimento delle terapie mediche convenzionali (dieta, esercizio fisico e farmaci ipoglicemizzanti orali ed insulina) e viene quindi abitualmente eseguita dopo molti anni dalla diagnosi del diabete, quando i pazienti hanno spesso già sviluppato complicanze della malattia diabetica, e quando la capacità del pancreas di produrre insulina è già irreversibilmente compromessa.

In che cosa consiste «L’intervento chirurgico mininvasivo alla base dello studio, la ‘sleeve gastrectomy laparoscopica’, è una procedura già abitualmente utilizzata nell’ambito della chirurgia dell’obesità  – spiegano dal Santa Maria – che ha già dimostrato efficacia nel miglioramento del controllo della glicemia (livelli di zucchero nel sangue) in pazienti obesi diabetici di tipo 2, e che sarà eseguita in pazienti obesi con un diabete di nuova diagnosi che non hanno ancora sviluppato complicanze del diabete a qualsiasi stadio e quindi in una fase molto precoce della malattia.

Gli ideatori del progetto «Questo rappresenta sicuramente un approccio innovativo e mai sperimentato per la cura del diabete – spiegano gli ideatori del progetto, i dottori Amilcare Parisi, Stefano Trastulli e Jacopo Desiderio – che ha la potenzialità di modificare radicalmente l’algoritmo terapeutico di questa patologia, ipotizzando l’utilizzo della chirurgia bariatrica come terapia di prima linea per la cura del diabete mellito tipo 2». L’ipotesi dei ricercatori, sostenuta anche da recenti evidenze scientifiche, è che l’esecuzione precoce della chirurgia bariatrica in pazienti obesi possa curare efficacemente il diabete mellito tipo 2 e quantomeno causarne una remissione più duratura nel tempo, con il risultato di prevenire le sue complicanze disastrose anche senza la necessità di assumere farmaci antidiabetici.

La degenerazione della malattia oggi Ciò è anche legato al fatto che nelle fasi precoci della malattia diabetica è ancora possibile recuperare e stimolare, tramite gli effetti metabolico-ormonali , indotti da interventi chirurgici come la sleeve gastrectomy laparoscopica, la produzione e secrezione di insulina pancreatica che nei pazienti diabetici si deteriora progressivamente nel tempo fino ad esaurirsi completamente, indipendentemente dalla cure mediche farmacologiche ad oggi disponibili.

 

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