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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 21:13

Dal ticket per i codici bianchi ai percorsi rapidi per donne incinte e bimbi: le novità per i pronto soccorso umbri

Nel nuovo Piano sanitario un capitolo è dedicato anche all’emergenza. In consiglio regionale è già scontro Pd-Lega

Il pronto soccorso di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Ogni anno per decine di migliaia di umbri il primo contatto con una struttura ospedaliera avviene attraverso i pronto soccorso; un settore sul quale il nuovo Piano sanitario 2021-2025, approvato mercoledì dalla giunta, interviene avendo in mente una serie di obiettivi da centrare. Nel corso degli anni molto spesso si è discusso di un problema, ovvero dell’eccessivo numero di codici bianchi che ingolfano queste strutture, teoricamente dedicate a casi più gravi; tanto per fare un esempio, al Santa Maria della misericordia nell’ultimo anno prima della pandemia su oltre 65 mila accessi più dell’80 per cento erano codici bianchi o verdi.

IL NUOVO PIANO SANITARIO E IL TAGLIO DEI DISTRETTI

LE 12 LINEE STRATEGICHE DEL NUOVO PIANO 

Percorsi differenziati e ticket Nel nuovo piano si parla di «percorsi differenziati al fine di rendere sempre più appropriato l’utilizzo di aree dedicate all’emergenza-urgenza, con un più corretto utilizzo delle aree per i casi realmente “acuti”», dando la possibilità ai pronto soccorso di inviare i pazienti verso le strutture intermedie; opzione che si aggiungerebbe alle altre finora possibili, come per esempio il ricovero nel reparto di osservazione breve (gli Obi) o le dimissioni a domicilio. Oltre a ciò però potrebbero esserci anche «forme di deterrenza agli accessi impropri» come il pagamento del ticket; misura sulla quale, eventualmente, è facile immaginare che ci sarà un lungo dibattito.

TENSIONE LEGA-FDI, SCONTRO SULLA COMMISSIONE SANITÀ

Riduzione dei tempi di attesa Tra i problemi segnalati a più riprese anche quelli che riguardano i bambini: nel quadro di una complessiva riorganizzazione delle modalità di accesso di parla quindi di «fast track», quindi di ‘corsie preferenziali’, dedicate a donne in gravidanza e bambini. Più nel complesso il Piano punta a una riduzione dei tempi di attesa (spesso lunghi per i codici meno gravi), a una semplificazione e a una accelerazione del percorso di diagnosi e cura e degli adempimenti amministrativi. Ogni ospedale dovrà garantire spazi e strutture funzionali ai diversi scopi, «permettendo un monitoraggio continuo dei tempi d’attesa e forme organizzative flessibili per il personale».

IN UMBRIA NUOVO SERVIZIO DI ELISOCCORSO

ELISOCCORSO, MERCATO DOMINATO DA UNA SOLA SOCIETÀ

Il territorio Un ruolo, a proposito degli accessi impropri, dovrà giocarlo l’assistenza territoriale, che dovrà garantire all’interno delle proprie strutture determinate prestazioni. Tutte procedure, compresa quella che riguarda «la migliore allocazione del paziente nelle sedi opportune», tutte da disegnare. Quanto alla sede della centrale unica del 118, rimarrà a Perugia con tutta probabilità sarà Foligno la sede del nuovo servizio di elisoccorso, che non sarà più in condivisione con le Marche. Nel Piano inoltre si parla anche di una riorganizzazione della rete dei mezzi di soccorso, «con una loro razionale distribuzione territoriale per livelli crescenti di assistenza».

PRONTO SOCCORSO, ECCO PERCHÉ NON SI TROVANO MEDICI

Il personale Un tema che nel Piano non c’è ma che andrà affrontato è quello del personale: i pronto soccorso infatti vivono, non da ora, una carenza di personale dovuta a una serie di fattori come quelli che riguardano i rischi, la qualità della vita e gli stipendi. Mercoledì, a Roma, medici e infermieri di questi reparti sono scesi in piazza per protestare contro le condizioni di lavoro sempre più difficili, tra carenze di organico e una domanda che cresce. A organizzare la manifestazione è stata la Simeu, la Società scientifica dei medici dell’emergenza, che ha sottolineato come solo quest’anno siano rimasti vacanti oltre cento posti nelle scuole di specializzazione. Nella Manovra sono stati inseriti 90 milioni di euro per una nuova indennità a favore di questi lavoratori; provvedimento giudicato però insufficiente, benché apprezzato.

IL VERTICE DI MAGGIORANZA E I TIMORI SULLA COMUNICAZIONE

Lo scontro Nel frattempo, come prevedibile sul Piano sanitario in consiglio regionale è già partito lo scontro. Ad andare all’attacco è stato il gruppo del Pd, che parla di smantellamento della sanità pubblica e di una «privatizzazione di fatto»: «La giunta – dicono – sta andando nella direzione contraria rispetto a quella auspicata da cittadini e operatori». In particolare «il taglio dei distretti sanitari e il conseguente schema di accorpamento territoriale che è stato proposto, rischiano di portare la sanità pubblica al definitivo collasso. Scelte operate a tavolino che dimostrano la scarsa conoscenza del territorio, dei fabbisogni reali di personale e strutture medico sanitarie».

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La Lega Tutte «fake news» per il capogruppo della Lega Stefano Pastorelli, che ricorda al Pd anche i fatti di Concorsopoli: «Risulta evidente – dice – che gli esponenti della sinistra non abbiamo letto bene il documento che, in gran parte, si focalizza sul potenziamento della sanità territoriale pubblica». «Finalmente – aggiunge – i cittadini umbri avranno una sanità vicina al loro domicilio e alle reali esigenze, grazie alle Case della comunità, agli ospedali di comunità e alla Centrale operativa territoriale (Cot), che garantirà percorsi chiari ed appropriati per i pazienti. Finalmente verranno attivati gli infermieri di famiglia e di comunità, che prendono in carico i pazienti orientandoli e facilitandone i percorsi».

Twitter @DanieleBovi

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