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sabato 27 novembre - Aggiornato alle 01:00

Dal medico alla cuoca, per decine di afghani inizia una nuova vita in Umbria

In tutto saranno circa cento le persone che saranno accolte: «C’è chi ha dormito per notti intere davanti all’aeroporto di Kabul»

Alcune delle persone arrivate in Umbria (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dall’interprete al radiologo per l’ospedale di Kabul e l’ambasciata, dalla cuoca all’addetta alle pulizie sempre nelle strutture dell’ambasciata italiana, dal meccanico dei mezzi militari ai mediatori fino agli ingegneri. Sono questi alcuni dei profili delle persone arrivate nelle ultime ore in Umbria dall’Afghanistan grazie al ponte aereo organizzato dall’Italia. Per il momento si parla di una quarantina di persone tra nuclei famigliari e singoli, accolti soprattutto fra Corciano, Perugia e Foligno; nei prossimi giorni, il numero lieviterà raggiungendo complessivamente il centinaio.

Settimane drammatiche Essenzialmente si tratta di persone che hanno collaborato con la missione italiana in Afghanistan «e di una fascia di popolazione alta. Vorrebbero ritrovare – racconta a Umbria24 Silvia Rondoni di Arcisolidarietà ora d’aria, l’associazione che insieme alla Caritas si occuperà dell’accoglienza – un percorso di continuità professionale anche qui; per ora però ci chiedono essenzialmente tranquillità e serenità». Le ultime settimane infatti, segnate dalla rapidissima conquista del potere da parte dei talebani e dalla liquefazione di governo ed esercito, per molti di loro sono state drammatiche: «C’è chi ha dormito per due o tre notti – racconta Zaher Abu Lebdeh, di Arcisolidarietà – davanti all’aeroporto con le famiglie; lì alcuni sono stati prelevati dall’ambasciata con la scorta, altri sono arrivati in elicottero».

Il percorso Al di là dell’assistenza materiale, per gli afghani arrivati in Umbria partirà ora il percorso burocratico verso il riconoscimento dell’asilo politico. In questura dovranno sostenere una breve intervista volta proprio all’ottenimento della protezione internazionale, poi tutti i dossier finiranno davanti alla commissione territoriale per i richiedenti asilo, che deciderà sulla loro sorte. Da lì partirà un percorso altrettanto difficile come quello dell’integrazione e della necessità di costruire una nuova vita in Italia.

Twitter @DanieleBovi

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