giovedì 19 aprile - Aggiornato alle 11:53

Dipendenti pubblici umbri scelgono i loro rappresentanti: 23 mila alle urne, Cgil la più votata nel 2015

Urne aperte da martedì a giovedì, venerdì lo scrutinio. La Cgil parte dal 36%, seguita dalla Uil  al 26,6% e dalla Cisl al 16,8%

Le bandiere dei sindacati (foto U24)

di Daniele Bovi

Dai Comuni alle Agenzie, dal mondo della sanità ai Ministeri. Martedì mattina per 23 mila dipendenti del settore pubblico umbro si apriranno le urne per il rinnovo delle Rsu, le Rappresentanze sindacali unitarie, organismi che proprio quest’anno compiono 20 anni dato che le prime votazioni si tennero nel 1998. Presenti anche nel mondo del privato, a eleggerle sono tutti i lavoratori, non solo quelli iscritti a una sigla. Composte da non meno di tre persone, per eleggerle serve una partecipazione del 50 per cento più uno degli aventi diritto, altrimenti si convocano nuove elezioni. Alla corsa possono partecipare anche non iscritti e in ogni caso queste figure rappresentano tutti i lavoratori. A questi organismi, che rimangono in carica per tre anni, spetta tutelare e rappresentare le istanze di tutti i lavoratori e tutte le decisioni vengono prese a maggioranza. Una partita importante dunque anche per stabilire gli equilibri tra le varie organizzazioni in un comparto, quello pubblico, in Umbria assai vasto e ramificato.

I numeri I lavoratori potranno fare le loro scelte fino a giovedì, poi venerdì si apriranno le urne e si conteranno i voti. Diciassettemila gli aventi diritto al voto in provincia di Perugia e seimila in quella di Terni, con 500 candidati solo sul fronte della Cgil. Ma da quali rapporti di forza si parte? Nel 2015 furono contati 16.647 voti con la Cgil al 35,97 percento, seguita da Uil (26,6), Cisl (16,8) e poi dal 20 percento ottenuto complessivamente dalle tantissime altre sigle. A seconda dei comparti però le cose cambiano. A farla da padrone in termini di peso specifico sono enti locali e sanità, che insieme nel 2015 valevano oltre 13 mila voti, equamente divisi. Negli enti locali la Cgil toccava il 40 percento, seguita dal 28,3 della Uil e dal 18,6 della Cisl; rapporti di forza simili nel mondo della sanità: 34,5 percento Cgil, 29 la Uil, il 21 tutte le sigle sindacali del comparto sanità e 11 percento Cisl.

Agenzie, Enpe e Ministeri Nel 2015 poi nelle agenzie (ad esempio quella delle dogane, del territorio, delle entrate e così via) a farla da padrone erano tutte le altre sigle che sommavano il 49 percento dei voti. Negli enti pubblici non economici invece, dall’Aci alla Croce rossa, dall’Inail all’Inps, a spuntarla era stata la Cisl (28,2 percento), tallonata alla Cgil (26,2). Sotto la voce Ministeri invece ci sono una trentina di diverse realtà, ovvero quelle articolazioni dello Stato come carceri, tribunali, procure, uffici scolastici, Tar, Corte d’appello, Soprintendenze e polo museale, la Corte dei conti, la Scuola di lingue estere dell’Esercito, le prefetture e via così. Tre anni fa tutti questi apparati hanno espresso poco più di duemila voti con la Cgil in grado di conquistarne un terzo esatto, seguita da Cisl (28 percento), Uil (18) e tutte le altre (19). Venerdì si conosceranno i nuovi equilibri. Di seguito i grafici con i risultati del 2015.

MEDIALAB: I GRAFICI

Sgalla Questo per quanto riguarda tutto il settore del pubblico impiego. Discorso a parte è quello che attiene il mondo dell’istruzione, anch’esso al voto da martedì a giovedì ma per il quale è meno semplice avere numeri dettagliati. In tutto si parla di molte migliaia di persone che si aggiungo alle 23 mila circa del pubblico impiego. «È evidente – commenta il segretario della Cgil dell’Umbria Vincenzo Sgalla – che questo appuntamento rappresenta una grande prova di democrazia per il paese e per la nostra regione. Tanto più alta sarà la partecipazione al voto – continua Sgalla – tanto più forte sarà il messaggio che arriverà alla politica e alle istituzioni: il paese può e deve uscire dalla crisi investendo sul lavoro pubblico e su tutte quelle donne e uomini che garantiscono servizi, assistenza e diritti. Da parte sua, la Cgil arriva a questo appuntamento forte di una coerenza nelle battaglie combattute in questi anni a difesa del lavoro pubblico, dei servizi e della contrattazione, strumento indispensabile per difendere qualità e organizzazione dei servizi ai cittadini. E le Rsu, almeno per noi, rappresentano quel presidio necessario per realizzare tutto ciò. Per questo voglio ringraziare a nome di tutta la Cgil dell’Umbria le centinaia di lavoratrici e lavoratori che hanno deciso di mettere la loro faccia sotto il quadrato rosso della Cgil, candidandosi a rappresentare migliaia di loro colleghe e colleghi con impegno, competenza e passione. Loro sono la Cgil».

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