sabato 20 gennaio - Aggiornato alle 00:37

D’accordo anche gli scienziati: inverno più freddo degli ultimi 30 anni, neve a Natale e gelo fino a marzo

di M.Troc

Ha regnato il sospetto per mesi sulle previsioni meteo che annunciavano un inverno gelido. Ora che invece gli elementi disponibili su cui fare le valutazioni sono più prossimi e più facilmente interpretabili gli scienziati si assumono la responsabilità di confermare la previsione di un inverno freddo: «Un po’ più freddo delle medie degli ultimi 30 anni (comunque un po’ più elevate rispetto alle medie 1970 – 2000) (vedi umbriameteo.com ndr)». Che qualcuno c’avesse azzeccato magari calcolando più variabili o attribuendo ad alcuni segnali una attendibilità sufficiente a compiere previsioni, oppure, che qualcuno si è lanciato provando ad azzeccarla, non è né dato saperlo né materia per i non addetti ai lavori. Quel che è un fatto, invece, è che a partire dall’Immacolata, ovvero dal prossimo 8 dicembre, saremo nel pieno inverno. Insomma preparare il guardaroba con indumenti tecnici.

I particolari Un inverno che si irrigidirà col passare del tempo e che conoscerà proprio nel periodo di Natale, e proprio in Italia e particolarmente lungo l’asse dell’Appennino centrale, quindi in casa nostra, un periodo di particolari congiunture atmosferiche che porteranno neve e freddo. Insomma al momento i metereologi che devono fare i conti con i dati confermano che quello 2015 non assomiglierà per nulla all’inverno 2014, con temperature media al di sopra della stagione, pioggia e mai freddo rigido. Sarà al contrario un freddo particolarmente vigoroso, soprattutto nella seconda parte dell’inverno che va da fine gennaio a marzo. Sorvolando  sugli aspetti tecnici – come riportato da Umbria meteo – (che sono le temperature superficiali oceaniche, la copertura nevosa emisferica, la circolazione atmosferica in stratosfera, che poi creano le condizioni per le dinamiche delle correnti artiche o atlantiche e che si traducono in inverni rigidi o meno), possiamo dire che intorno al Natale avremo il primo «ponte di Weikoff», ovvero unione tra anticiclone atlantico e quello russo con bassa pressione fredda sull’Italia. Verso la fine dell’anno, invece, alta pressione, «con sereno e gelate diffuse soprattutto sull’Italia centro settentrionale», scrive ancora Umbria meteo. Da fine gennaio e fino alla fine dell’inverno alle condizioni che hanno determinato gelate alternate a nevicate e comunque temperature rigide, si presume si aggiunga l’irruzione di aria fredda artica. Ma il periodo è ancora troppo lontano per consentire ai meteorologi di capirci meglio.

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