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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 18:25

Da oltre sette anni senza rinnovo contrattuale: in Umbria sciopero delle farmacie pubbliche

Braccia incrociate mercoledì 18 mentre le trattative vanno avanti. Assofarm: «C’è la volontà di rinnovarlo e di eliminare le differenze con il privato»

Una farmacia di Afas (©Fabrizio Troccoli)

C’è il mancato rinnovo del contratto nazionale al centro dello sciopero dei farmacisti delle farmacie pubbliche umbre, proclamato per mercoledì 18 dalle organizzazioni sindacali di categoria. In tutta l’Umbria si parla di oltre 250 lavoratori che, ad aprile, si erano detti pronti allo sciopero, al quale arrivano dopo aver aspettato il rinnovo per oltre sette anni. Nel territorio comunale di Perugia a garantire il servizio saranno per Afas saranno la sede 9 di Villa Pitignano, la 10 di San Feliciano, la 14 di Città della Pieve e la 11 di Todi.

Assofarm Del mancato rinnovo si è discusso lunedì all’hotel La Rosetta di Perugia nel corso di una conferenza stampa convocata da Assofarm Umbria. La trattativa, è stato spiegato nel corso dell’appuntamento, si è aperta a novembre e l’obiettivo è quello di «ridurre le differenze contrattuali che ancora permangono, in maniera anacronistica, tra il farmacista privato e il farmacista pubblico, tant’è che le proposte fatte ai sindacati dei farmacisti pubblici hanno cercato di allineare il più possibile le clausole del contratto privato con quelle del redigendo contratto pubblico da rinnovare».

Vertenza nazionale Il 31 maggio ci sarà un confronto sulla parte economica del rinnovo ma nel frattempo, a sostegno della trattativa, gli scioperi come quello organizzato per mercoledì 18 in Umbria andranno avanti. «Quella a cui stiamo assistendo – ha detto Venanzio Gizzi, presidente Nazionale Assofarm – è una vertenza di carattere nazionale che ha assunto un aspetto tale da diventare non condivisibile da parte nostra, perché si tratta di una tempesta in un bicchiere d’acqua. È singolare vedere queste agitazioni nel momento in cui la trattativa sta andando avanti: si sta discutendo regolarmente e con una certa fretta, nel rispetto di quanto permesso dai sindacati». Per Antonio D’Acunto, presidente regionale di Assofarm, la volontà di rinnovare il contratto «è unanime e condivisa»; quanto allo sciopero, «sarebbe sicuramente più opportuno ed efficace organizzare manifestazioni che abbiano un respiro più ampio».

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