Lo striscione a breve distanza dalla casa funeraria (foto Umbria24)

di Daniele Bovi

«Da sempre e per sempre orgoglio di ogni perugino. Ciao Ilario». Lo striscione appeso dagli ultras del Perugia a pochi metri dalla casa funeraria di San Sisto nella quale, da domenica, è in corso l’omaggio a Ilario Castagner, sintetizza bene alcuni dei sentimenti che attraversano in queste ore il mondo biancorosso. Se la Fontana maggiore è il simbolo della città, Castagner per decenni è stato il “monumento” più importante della Perugia sportiva insieme a Renato Curi.

ADDIO A CASTAGNER, L’ALLENATORE PIÙ AMATO

Uno di famiglia Da domenica fuori dalla Ifa Passeri sono state tantissime le persone che hanno voluto salutare Castagner, «Ilario» lo chiamano molti come fosse uno di famiglia, un amico. Tutti torneranno martedì, quando da qui partirà il corteo verso la chiesa di San Giovanni Battista, a Ferro di Cavallo, dove alle 15.30 si terranno i funerali del mister più amato.

CASTAGNER È STATO IL “MESSAGGERO” DI UNA PERUGIA VINCENTE

Cosmi Con la voce rotta dall’emozione a San Sisto lunedì pomeriggio è arrivato anche Serse Cosmi: «Se ne va una parte della mia vita, quella giovane in cui andavo allo stadio – racconta a Umbria24 – a tifare quel Perugia con quel giovane “monumento” in panchina. Sportivamente è stato il più importante allenatore della storia del Perugia, il più bravo di tutti, il più iconico, quello che ha portato a far conoscere calcisticamente la città. Ma ciò è riduttivo: nel corso del tempo ho conosciuto una persona straordinaria, un signore, un uomo che mi voleva bene. Tutti i perugini dovranno fare qualcosa di importante per lui». Quanto al rettangolo verde, «ora si usa il termine visionario per allenatori come Ilario – continua – ma lui lo era per davvero. Era un Perugia che giocava all’olandese, come si diceva all’epoca, e poteva contare su un gruppo di grandi uomini che lui ha saputo plasmare e mettere in condizione di far grande il Perugia e Perugia».

Ravanelli e gli altri Nel corso del pomeriggio anche Fabrizio Ravanelli ha voluto salutare Castagner: «Per me – dice – è stato un’istituzione, il simbolo di Perugia e di quel Perugia dei record che non verrà mai dimenticato. E poi è stato un allenatore e un uomo di cultura, valori, eleganza e educazione incredibili. Personalmente, un amico di tante serate». A San Sisto c’è anche Sabrina Curi e volti meno noti come quello di Marcello Farinelli, che nella stagione ’63-’64 era nella seconda squadra del Perugia: «Lo conobbi in quegli anni. Ho persone un grande amico – racconta – e una persona che ha fatto la storia a livello calcistico. Al liceo “Alessi” poi ho avuto la possibilità di insegnare a uno dei suoi figli; ma anche lui ha insegnato tanto a tante generazioni. È una grande perdita».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.