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martedì 7 febbraio - Aggiornato alle 11:43

«Curi», possibile chiusura della Nord tra febbraio e marzo. Sul nuovo stadio serve l’ok della ‘nuova’ Cdp

Il Comune fa il punto sul cronoprogramma dei lavori: a gennaio si parte dalla curva, poi gli altri interventi. Venerdì nuovo incontro con Credito sportivo e Cassa depositi e prestiti

Tifosi del Perugia ©Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi

A gennaio i lavori di ristrutturazione della Curva Nord, con la possibilità che il settore venga chiuso per una o due partite, mentre per il resto si vedrà una volta ottenuti i risultati delle verifiche sulle altre aree dello stadio. Mercoledì con una conferenza stampa il sindaco Andrea Romizi – insieme all’assessore allo Sport Clara Pastorelli e ai dirigenti del Comune Fabio Zepparelli e Paolo Felici – ha fatto il punto sul cronoprogramma dei lavori che riguarderanno il «Renato Curi», impianto con quasi 50 anni sulle spalle e mille problemi.

I lavori Nel 2019 il Comune ha commissionato uno studio di vulnerabilità sismica che ha fornito all’amministrazione gli elementi per programmare i lavori. Sul tavolo c’è uno stanziamento da parte del Comune di 1,335 milioni di euro, la metà dei quali dovrebbe essere assorbita dai lavori per la Nord, sulla quale sono stati investiti già 180 mila euro per riparare le parti danneggiate dei gradoni. In programma ci sono l’adeguamento strutturale delle parti della Nord in acciaio (materiale i cui prezzi si sono impennati) e la sostituzione dei gradoni. I lavori sono in fase di progettazione e dovrebbero partire a inizio anno, con una possibile chiusura della Curva per una o due partite tra febbraio e marzo, quando in programma ci sono i match interni con Caserta e Lecce.

Felici, Romizi, Pastorelli e Zepparelli

Il programma Per la fine di novembre sono attesi i risultati delle verifiche sulle altre strutture e a quel punto saranno programmati anche gli altri interventi con la parte restante degli 1,3 milioni stanziati. Attualmente la capienza del «Curi» è dimezzata, con un numero massimo di spettatori pari a 11 mila, mentre la Nord ne può contenere al massimo 2.500; numeri in realtà più bassi dato che con l’emergenza sanitaria la capienza è stata ridotta al 75 per cento. «Alla fine del campionato – ha assicurato Pastorelli – l’agibilità della Nord sarà al cento per cento». Quanto al possibile stop tra febbraio e marzo, il sindaco ha sottolineato che si proverà a evitarlo «ma in modo trasparente vogliamo mettere tutte le ipotesi sul tavolo».

Bagni e tribuna Quanto alla disastrosa situazione dei bagni, del tema si è parlato martedì durante l’incontro tra l’amministrazione e i vertici del Perugia, che si sono presi l’impegno di rinnovarli a partire da quelli della Nord. Negli ultimi giorni è poi saltato fuori il problema dello sky box sopra la tribuna, i cui vetri hanno mostrato delle crepe: «Ci stiamo muovendo – ha risposto l’amministrazione – per ripristinare la sicurezza e stiamo valutando un intervento magari senza utilizzare il vetro». I tempi però al momento non sono chiari e la zona sottostante rimarrà interdetta ai tifosi.

Il nuovo stadio «L’attenzione – ha detto il sindaco – è stata massima e mai come in questi due anni sono state fatte tante verifiche. I lavori che partiranno durante stagione sulla Nord non saranno toppe e aggiustamenti, bensì una vera e propria ristrutturazione che restituirà al settore una vita duratura; c’era bisogno di dare risposte oggi». Il che non è in contraddizione con l’altra partita che riguarda il nuovo «Curi». Venerdì a Roma è in programma un incontro tra l’amministrazione comunale, il Credito sportivo e i nuovi vertici di Cassa depositi e prestiti; un incontro che, come si capisce dalle parole di Romizi, servirà per capire se la ‘nuova’ Cdp ha o no l’intenzione di continuare a supportare il progetto.

Volontà comune «A ridosso dell’estate – spiega il sindaco – avevamo trovato un punto avanzato per quanto riguarda la pianificazione, ma ora i vertici di Cdp sono cambiati». L’incontro di venerdì quindi più che per ragionare sui diversi scenari progettuali «servirà a pianificare nuovamente la volontà di tutti di lavorare insieme. La sfida è certamente complessa». Quanto alle diverse ipotesi che riguardano le «valorizzazioni», ovvero gli spazi commerciali, l’amministrazione ha spiegato che sta cercando di lavorare «su ciò che il Piano regolatore già contempla», limitando quindi gli interventi al sedime dello stadio, dell’antistadio e dei parcheggi. Realisticamente, sempre che Cdp ribadisca il proprio supporto, i lavori non inizieranno prima di tre o quattro anni; ecco perché nel frattempo bisogna mettere in sicurezza il «Curi» evitando che continui a perdere pezzi.

Twitter @DanieleBovi

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