giovedì 5 dicembre - Aggiornato alle 19:29

«Curi», il Comune fa valutare valore dell’affitto e del diritto di superficie: gli scenari

Palazzo dei Priori ha affidato l’operazione all’Agenzia delle entrate. Sullo sfondo le questioni relative a restyling e rinnovo della convenzione

Striscione della nord in ricordo di Curi (foto Troccoli)

di Daniele Bovi

Una valutazione della stima dei valori di affitto e del diritto di superficie dello stadio «Renato Curi» e dell’area dell’antistadio, propedeutica a diversi possibili scenari. A commissionare l’operazione, che come da normativa dovrà essere svolta dall’Agenzia delle entrate (competente a svolgere le attività di valutazione immobiliare e tecnico-estimative richieste dalle amministrazioni pubbliche), è stato il Comune di Perugia per un costo totale dell’operazione pari a quasi 14 mila euro. Perché affidare questo compito ai tecnici dell’Agenzia? Le certezze in questa fase sono due: l’impianto costruito in tempi record nel 1975 è ormai obsoleto e bisognoso di pesanti interventi di manutenzione, per le quali servono risorse importanti. E non va dimenticato che la Commissione di vigilanza rilascia i permessi con cadenza annuale.

Nodo convenzione La seconda certezza riguarda la convenzione quinquennale tra Comune di Perugia e società biancorossa. Stipulata nel 2011 e rinnovata nel 2014 poco prima delle elezioni, sarebbe dovuta scadere il 31 dicembre di quest’anno. A fine maggio però il Comune, che nel frattempo aveva avviato le procedure per l’affidamento della concessione, per consentire alla società di dimostrare di avere la piena disponibilità dello stadio per tutta la stagione sportiva, ha deciso di prolungare la validità dell’atto fino al 30 giugno 2020.

Le ipotesi L’accordo prevede che ogni anno Palazzo dei Priori eroghi (entro il primo settembre) 250 mila euro per la manutenzione ciclica dell’impianto. Un accordo che il Comune vuole ridisegnare e superare. Le ipotesi che si sono fatte largo nel corso del tempo sono molteplici e hanno tutte un unico punto di caduta: il restyling del Curi o un nuovo stadio. Il nodo però è uno: dove trovare le ingenti risorse necessarie che, all’incirca, oscillerebbero tra i 10 e i 15 milioni? Nei mesi passati si è parlato di un possibile finanziamento da 1,2 milioni all’anno del Credito sportivo con una partecipazione diretta del Comune da 400 mila euro (ma sulle cifre non c’è accordo).

Restyling e non solo Tra le possibilità, anche quella di una cessione a titolo gratuito alla società biancorossa (alla quale però occorrerebbero notevoli risorse da investire), della nascita di un Fondo immobiliare e della creazione di un diritto di superficie. Poco prima delle ultime elezioni comunali poi il Comune ha firmato un protocollo con Cassa depositi e prestiti in base al quale, in estrema sintesi, Cdp metterebbe a disposizione il suo know how per la realizzazione di uno studio di fattibilità relativo al restyling; sempre che gli attori principali sciolgano il nodo principale: il reperimento delle risorse necessarie. In questo quadro, la stima sul valore del diritto di superficie potrebbe essere funzionale allo scenario «Nuovo Curi», mentre quella dell’affitto si inserirebbe nell’ambito della convenzione da rinnovare. In attesa di capire il futuro dell’impianto, Palazzo dei Priori si porta avanti coi lavori.

Twitter @DanieleBovi

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