venerdì 10 luglio - Aggiornato alle 05:00

Crisi idriche, giunta vara piano da 6 milioni. Rometti: «Ora serve lo stato di emergenza»

Nelle 80 pagine del documento c'è un'analisi dettagliata della situazione e tra gli interventi vengono date disposizioni precise per il risparmio idrico

L'invaso di Montedoglio

di Daniele Bovi

Sono sei i milioni di euro, derivanti da fondi regionali, Fas e Cipe, stanziati dalla giunta di palazzo Donini per il piano approvato lunedì che si pone come obiettivo il contrasto dell’emergenza idrica. Nelle 80 pagine del documento c’è un’analisi dettagliata della situazione e tra gli interventi vengono date disposizioni precise per il risparmio idrico, attraverso il razionamento, la riduzione della pressione nelle ore notturne e l’accelerazione di alcune opere come quelle dell’acquedotto del Subasio (che metterà a disposizione dell’Ati2 120 litri al secondo) e del sistema del Montedoglio. Dei sei milioni, 1,5 verranno impiegati per la manutenzione ordinaria e straordinaria «delle aree spondali, del reticolo idrografico e per garantire gli afflussi al Lago Trasimeno».

I numeri Per capire la gravità della situazione occorre qualche numero: da gennaio 2011 all’aprile scorso, in Umbria c’è stato un deficit di precipitazioni del 39%. I dati del 2011-2012, se raffrontati a quelli di altri bienni critici (2001-2002 e 2006-2007) mostrano come deficit in alcuni mesi del 90% rispetto alla media storica. Come si spiega nel piano inoltre «il tutto è aggravato, in particolari aree del territorio, da modifiche dei parametri chimico-fisici dell’acqua emunta caratterizzati da maggior concentrazione di inquinanti a causa del sovrasfruttamento delle falde». «Lo scorso aprile – ha detto Rometti – è stato inoltre chiesto al Governo di dichiarare lo stato di emergenza idrica, sollecitato dalla presidente della Regione Catiuscia Marini. Il riconoscimento dello stato di emergenza da parte della Protezione civile nazionale ci consentirebbe infatti di velocizzare procedure ed investimenti e quindi di fronteggiare più efficacemente la crisi».

BASTARDO, ACQUA PORTATA CON LE AUTOBOTTI

Più controlli Tra gli altri punti il piano prevede maggiori controlli di Province, Comuni e Autorità d’ambito affinché le persone evitino «usi impropri» dell’acqua. La giunta nel documento richiama poi gli Ati ad attuare le misure predisposte nel Piano regolatore degli aquedotti (articoli 2 e 3) che si pone come obiettivo il contenimento delle perdite entro il 20%. I gestori, a loro carico, devono provvedere alla redazione di un bilancio idrico annuale dove vanno misurate con accuratezza le perdite e i consumi. Le reti andranno poi monitorate con tecnologie digitali: «Tutto ciò implica, in primis, l’installazione di contatori – è scritto nel piano – sulla totalità delle captazioni e, soprattutto, sulle utenze, incluse quelle pubbliche, ed un’adeguata caratterizzazione della qualità della strumentazione, della sua manutenzione, delle modalità e tempistica delle letture».

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