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martedì 13 aprile - Aggiornato alle 00:09

Covid, Rt a 0,71 e curva in discesa: «Presto sotto controllo». Via a riconversione posti letto

Si torna sotto soglia 30% delle terapie intensive. Tra gennaio e marzo cresciuti ricoveri e morti: i numeri. Scuole: «Riapriamo ma con cautela»

©Fabrizio Troccoli

di Iv. Por.

La terza ondata ha colpito l’Umbria in modo molto più duro della seconda ma il picco è ormai alle spalle ed è iniziata la discesa, tanto che si prevede in due settimane di riportare l’epidemia totalmente sotto controllo. È quanto emerge dal briefing settimanale della Regione sull’emergenza Covid. «Possiamo dire che, dopo una fase di appiattimento, la curva stia discendendo con effetti importanti anche sulle terapie intensive – ha commentato l’assessore Luca Coletto -. È il segnale che si va verso una stagione migliore: mentre le altre regioni sono in piena terza fase, noi ora stiamo scendendo nonostante la presenza delle varianti sia ancora molto importante».

Più ricoverati e morti Che la terza ondata sia stata molto dura, lo dimostra uno studio del Nucleo epidemiologico regionale in cui si evidenzia come, rispetto alla seconda, siano aumentate le percentuali di ricoverati e decessi pressoché in ogni fascia di età, probabilmente per via delle varianti. Nel periodo gennaio-marzo rispetto a ottobre-dicembre nella fascia 0-49 anni i ricoverati sono cresciuti dall’1,7 al 2,4%, in quella 50-79 anni dall’11,3 al 18,1%, in quella dagli 80 anni in su dal 36% al 42,3%. Riguardo ai decessi, tra 0-49 anni non ci sono state variazioni di rilievo (6 nella seconda e 5 nella terza ondata), in quella 50-79 dal 2,2 al 2,9%, dagli 80 anni in su dal 19 al 21,6%. «Anche la durata della positività – è stato rimarcato – è stata più lunga della fase precedente, forse anche questo per le varianti. E abbiamo segnali che in un terzo dei casi l’isolamento non è stato rispettato».

Rt a 0,71 Ma, come detto, si vede la luce in fondo al tunnel. «La terza ondata ha faticato molto a scendere – ha sottolineato il dottor Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico – ma la discesa è abbastanza costante». L’indice di trasmissibilità dei virus Rt è stato calcolato questa settimana a 0,71 (quello dell’Italia 0,80) dunque l’epidemia è in ritirata. Restano, però alcuni focolai a Gubbio, Altotevere e Valnerina e tutt’ora nella regione ci sono quasi 4.500 positivi. L’incidenza dei nuovi casi settimanali è al momento intorno a 110 ogni 100 mila abitanti, allineato tra province (115 Perugia e 93 Terni). I distretti dove è più alta sono Valnerina con 242, Alto Chiascio con 201 e Altotevere con 160.

Fasce di età A livello di classi età tutte sono in discesa, con quelle 3-5 anni e 19-24 leggermente sopra la media regionale. Tra gli ultra 80enni l’incidenza è sotto a 100 «ma per dire che ciò sia legato ai vaccini servono numeri più solidi – è stato sottolineato dalla dottoressa Carla Bietta- e comunque ancora non ci sono segnali di crollo».

Tra due settimane sotto controllo Un modello predittivo a 14 giorni dell’Associazione italiana epidemiologia, mantenendo queste condizioni di Rt, pone l’Umbria in una situazione di incidenza intorno a 50 casi. Per intenderci quella da “zona bianca”. «A quel punto – ha affermato Cristofori – l’infezione diventa controllabile con il contact tracing. E vaccinare con queste condizioni è ideale».

Via a riconversione posti Il miglioramento della situazione permette l’inizio della riconversione dei posti letti nelle strutture sanitarie. «Stiamo rientrando sotto la soglia del 30% di occupazione di terapie intensive, che è quella di allerta – ha detto Coletto -. Dunque stasera c’è un incontro con i direttori per riprogrammare la riconversione dei reparti e delle sale operatorie, sempre tenendo monitorata la situazione del Covid». L’assessore ha anche riferito che il nuovo direttore generale della Sanità sarà scelto la prossima settimana e sia Dario (il dg uscente) che Luigi Rossetti saranno sostituiti nel Cts.

Scuole, bar e ristoranti Per le scuole «oggi è convocato il Cts e in funzione di questi decideremo. Il tendenziale è a favore di riaperture ma dobbiamo state attenti alle varianti e altri aspetti. Un giorno in più di attesa paga di più che una riapertura precipitosa. Le scuole le riapriremo ma con un monitoraggio in continuità su situazione epidemiologica», ha detto Coletto. Anche sui bar e ristoranti «sono sempre stato sostenitore di riaperture, come avvenuto per negozi di prossimità, ovviamente con protocolli chiari e condivisi», ha concluso l’assessore.

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