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mercoledì 19 gennaio - Aggiornato alle 20:50

Covid, curva rallenta: «Umbria in zona bianca». Fine quarantena, test gratuiti dai privati

L’analisi del nucleo epidemiologico: «Siamo vicini al picco». Rt a 0,90. Oggi la cabina di regia nazionale

Usca al lavoro in Umbria (© Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

A un mese e mezzo dall’arrivo della variante Omicron in Umbria la curva epidemica mostra una tendenza al rallentamento e un piccolo accenno alla stabilizzazione. È quanto emerge dall’analisi del nucleo epidemiologico regionale, che venerdì mattina nel corso di una conferenza stampa – alla quale hanno partecipato anche l’assessore alla Sanità Luca Coletto, il direttore Massimo Braganti e il commissario Massimo D’Angelo – ha fatto il punto sull’andamento della pandemia. Secondo il nucleo «siamo molto vicini al picco», con un Rt a 0,90 contro una media nazionale dell’1,33: «È il segno – ha detto Marco Cristofori – che si potrebbe andare verso una discesa». L’impennata cominciata a fine novembre è coincisa con l’arrivo della variante Omicron, ora prevalente all’80 per cento «e che dovrebbe soppiantare la Delta, o almeno – dice Marco Cristofori del Nucleo epidemiologico riferendosi alle conseguenze della variante – me lo auguro».

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I numeri In calo anche l’incidenza: quella settimanale mobile per 100 mila abitanti risulta infatti pari a 2.151, scesa di due punti rispetto a lunedì scorso. Secondo i dati riferiti al periodo 3-9 gennaio quella più alta si registra nel distretto di Terni (2.746), seguito da quelli di Narni-Amelia (2.367), Assisi (2.409), Trasimeno (2.324) e Perugino (2.069), mentre quella più più ‘bassa’ si nota a Orvieto (1.364), in Valnerina (1.686) e Alto Tevere (1.764). «Se avessimo visto questi numeri un anno fa – commenta Cristofori – ci saremmo messi le mani fra i capelli». Da una parte infatti Omicron sembra provocare conseguenze meno gravi rispetto alle precedenti varianti, mentre dall’altra ci sono i vaccini: in Umbria rispetto a un anno fa è di 21 volte più basso il rischio di essere ricoverati nei reparti ordinari e di 31 di finire in terapia intensiva, mentre è 11 volte più basso anche il rapporto tra decessi e incidenza dei positivi.

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Il confronto Giovedì i nuovi positivi erano 2.068 contro i 210 di un anno fa, gli attualmente positivi 31.903 (4.470 nel 2021), i ricoveri ordinari 214 (rispetto ai 277 del 2021) e quelli in terapia intensiva 12 (51 un anno fa). Se si guarda invece alle diverse fasce d’età, al momento in Umbria l’incidenza più alta si registra in quelle 14-18 anni, 11-13 e 19-24: «In generale – ha detto Carla Bietta del nucleo epidemiologico – i valori più alti si notano tra la popolazione che frequenta la scuola, ma non solo». Dalle analisi fatte dagli esperti del nucleo è poi emersa l’ennesima conferma a proposito di un dato ormai assodato: non essere vaccinati espone a un rischio di ospedalizzazione otto volte superiore rispetto chi ha la terza dose (cinque volte superiore per quanto riguarda la possibilità di finire in terapia intensiva).

I decessi Venerdì è stato fatto il punto anche sui decessi, otto nelle ultime 24 ore per un totale di 1.534 dall’inizio dell’emergenza. La curva segue solitamente quella epidemica con un ritardo di circa due settimane e quindi «non vedremo a breve una stabilizzazione molto evidente del dato». L’età media dei pazienti deceduti negli ultimi giorni è di 82 anni; alcuni di loro avevano ricevuto anche la terza dose ma presentavano diverse patologie e in più, come ormai accertato, la risposta immunitaria nei soggetti più anziani è minore a quella registrata nelle persone più giovani. Nelle fase di età inferiore, invece, c’è una prevalenza di non vaccinati.

Colori e test Venerdì è poi il giorno in cui si riunirà la cabina di regia nazionale per i cambi di colore delle Regioni. Secondo Coletto «potremmo avvicinarci alla zona gialla ma, visti i dati confortanti, dovremmo rimanere in quella bianca». Sulla stessa linea anche il nucleo epidemiologico anche valutando l’indice di saturazione dei posti letto: 9 per cento per quanto riguarda le intensive (la soglia per il passaggio di colore è al 10 per cento) e 32 per cento per i posti di area medica (la soglia prevista in questo caso è del 20 per cento). Sempre venerdì la giunta regionale ha approvato una delibera che, una volta recepito dalle aziende, permetterà di liberare dall’isolamento i pazienti positivi al Covid asintomatici e i contatti stretti, attraverso test antigenici – da eseguire nei laboratori privati – a carico del sistema sanitario regionale.

 

 

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