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lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 21:21

Covid, mamme e papà alla Tesei: «Riaprire subito scuole medie». Pronti al Tar

Per i 54 genitori le ordinanze sono illegittime, sproporzionate e illegittime

di Chia.Fa.

Una cinquantina di genitori scrivono alla governatrice Donatella Tesei, ma anche al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, chiedendo l’immediata ripresa della didattica in presenza per le scuole secondarie di primo grado dell’Umbria. Ma se l’istanza restasse inevase mamme e papà sono pronti a impugnare le tre ordinanze della presidente di Regione davanti alla autorità giudiziaria, nel caso specifico al Tar dell’Umbria, perché «le misure adottate sono dunque inadeguate e sproporzionate, e conseguentemente illegittime».

«Riaprire subito scuole medie» Con un’istanza di cinque pagine le famiglie sostengono che la Regione non abbia competenza per procedere con misure più restrittive di quelle previste dal governo nell’ambito dell’istruzione. Come noto, infatti, né la zona gialla né quella arancione prevedono la chiusura delle scuole medie e l’attivazione della didattica a distanza per le tre classi di cui si compone, con la zona rosse che, invece, fa scattare le lezioni a distanza per le seconde e le terze, mentre garantisce l’ingresso in aula agli alunni delle prime.

Oltre i Dpcm In questo quadro, mamme e papà firmatari del documento evidenziano che i Dpcm prevedono sì la possibilità che le Regioni varino misure più restrittive ma «esclusivamente nell’ambito delle materie di loro competenza» dove, secondo i genitori la materia di competenza dell’ente locale da considerare non sarebbe quella sanitaria, interpretata invece come presupposto, bensì quella dell’istruzione.

Pronti al Tar Citando una sentenza del 2004 della Corte Costituzionale che, «secondo un punto di vista diffuso, ha maggiormente valorizzato le competenze regionali in materia di istruzione, tali competenze vengono circoscritte alla “programmazione della rete scolastica”, alla “distribuzione del personale docente” e alla “gestione regionale delle risorse umane”», ma «non anche a una decisione a tal punto importante e profondamente incisiva come imporre lo svolgimento delle “attività scolastiche e didattiche delle scuole secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie esclusivamente con modalità a distanza”». Da qui la richiesta di riaprire le scuole medie.

@chilodice

 

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