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mercoledì 19 gennaio - Aggiornato alle 20:57

Covid, in Umbria 540 sanitari contagiati. Il punto su attività chirurgiche e liste d’attesa

Il commissario: «Numeri che creano problemi, ma stiamo garantendo operatività». Coletto: «Nessuno stop per patologie oncologiche e tempo-dipendenti»

Sanitari all'ospedale di Pantalla (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Sono al momento 540 i medici, infermieri e Oss contagiati in Umbria dal nuovo coronavirus. Il dato è emerso venerdì nel corso della conferenza stampa settimanale in cui i vertici della sanità regionale hanno fatto il punto sull’andamento della pandemia. Un dato che ovviamente contribuisce a mettere in sofferenza le diverse strutture: «Indubbiamente – ha detto il commissario per l’emergenza Massimo D’Angelo rispondendo ai giornalisti – sono numeri che creano problemi, ma stiamo comunque riuscendo a tenere bene e a garantire l’operatività del sistema».

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CHIUSE LE CHIRURGIE DI ALCUNI OSPEDALI

Le chirurgie Un nodo, quest’ultimo, che è molto delicato anche dal punto di vista politico come visto negli ultimi giorni con la chiusura delle chirurgie di alcuni ospedali (tra questi quelli di Castiglione, Assisi e Umbertide), il sempre aperto fronte di Pantalla e il confronto sul San Giovanni di Foligno chiesto dal sindaco Stefano Zuccarini. Su questi temi venerdì l’assessore alla Sanità ha cercato di tranquillizzare: secondo quanto riferito da Coletto la chirurgia di primo livello, quella relativa a interventi procrastinabili, è stata sospesa a Foligno, Umbertide, Castiglione e Assisi dato che «serve personale per i posti letto Covid», comprese le terapie intensive allestite nei cosiddetti «moduli Arcuri». «Andiamo avanti invece con il secondo livello – ha assicurato Coletto – e cioè per le patologie tempo dipendenti come ad esempio infarti o ictus, per quelle oncologiche e per i politraumi».

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La rete Sulla base dei numeri relativi al 2021, inoltre, Coletto ha sottolineato che per quanto riguarda gli ospedali di Perugia e Terni è stato registrato un numero di ricoveri chirurgici sostanzialmente identico a quello del 2019. «Non ci sono più Covid hospital – ha proseguito l’assessore – e abbiamo preservato le due aziende ospedaliere cercando di non sovraccaricarle; in più le Usca saranno attive sette giorni su sette per curare a casa i pauci-sintomatici». A proposito dello «scenario 6» annunciato in consiglio regionale dalla presidente Donatella Tesei, che prevederebbe l’allestimento di 400 posti letto (un centinaio in più rispetto a quelli attuali) Coletto non ha fornito numeri precisi su come sarebbe riorganizzata la rete ospedaliera e sulle conseguenze relative alle attività: «L’auspicio – si è limitato a rispondere ai giornalisti – è quello di non attivare lo scenario e l’obiettivo è mantenere gli ospedali più ‘puliti’ possibile».

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STOP AL RECUPERO DELLE LISTE D’ATTESA

Liste d’attesa A far discutere nei giorni scorsi è stato anche lo stop al piano di recupero delle liste d’attesa, varato dalla giunta regionale a metà novembre. Secondo i dati forniti da Coletto, nel mese di dicembre sono state calendarizzate ed erogate 35.493 prestazioni, mentre quelle prese in carico ma senza ancora una data sono passate dalle 72.725 del 30 novembre alle 60.573 del 5 gennaio. «Nonostante la variante Omicron – ha detto sul punto l’assessore – andiamo quindi avanti. Si potrà fare certamente meglio ma i risultati sono incoraggianti e anche sulle tempistiche siamo tornati al periodo pre-Covid».

Twitter @DanieleBovi

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